HouseWall: la nuova dimensione dell’isolamento termico naturale

Tra i nuovi modi che prendono in considerazione come costruire una villa in modo ecologico, c’è
sicuramente quello di utilizzare tutti i nuovi materiali di origine naturale realizzati negli ultimi anni e distribuiti
in questo settore.

Questi permettono di avere risultati eccellenti in termini di caratteristiche e prestazioni,
unitamente ad un rispetto per l’ambiente e un elevato comfort per le persone. Tra i nuovi sistemi
maggiormente utilizzati trovate soluzioni innovative per quanto attiene l’isolamento termico degli edifici.

HouseBioMaterial da anni lavora e sviluppa nuovi materiali in questo settore, tra cui troviamo HouseWall,
soluzione che può essere utilizzata in molteplici ambiti per la realizzazione di un cappotti interni, pareti
divisorie, controsoffitti o come rivestimento di strutture in legno.

La composizione

Il sistema è composto da una struttura portante in acciaio o in legno, che vede la presenza di un pannello
isolante in canapa e un altro realizzato in argilla. Per quanto attiene la costruzione è un sistema a secco che
mette a disposizione un’elevata flessibilità per quanto attiene la progettazione, garantendo una rapida posa
in opera.

I benefici

Questo nuovo materiale unisce le capacità di isolante termico-acustico della canapa, ai molteplici pregi
dell’argilla. La canapa permette di avere un’alta stabilità dimensionale e delle prestazioni anche in
condizione di elevata umidità, offrendo inoltre una notevole durata nel tempo, e favorendo l’eliminazione
delle condense interstiziali resistendo anche a muffe e parassiti. Oltre a questo, l’argilla è un ottimo
regolatore naturale di umidità ambientale, e permette di mantenere la stessa compresa tra il 50 e il 60%.
Housewall offre inoltre pregevoli finiture in argilla, disponibili in diversi colori, che vanno a creare un effetto
morbido e sfumato, che rende l’ambiente accogliente e bello in modo completamente naturale.

Per maggiori informazioni e preventivi dettagliati su come costruire una villa ecologica, o qualsiasi genere di edificio,
rivolgetevi ai tecnici HouseNatural, troverete competenza e cortesia per ogni genere di esigenza.

Costruire una casa: quali spese bisogna affrontare

C’è un’alternativa al mercato immobiliare più convenzionale: quello, per intenderci, fatto di un venditore, un potenziale acquirente e un mediatore (in genere un’agenzia immobiliare). L’alternativa è procedere in maniera autarchica: vale a dire, mettersi in proprio, acquistare un terreno e costruirvi sopra un’abitazione in tutto e per tutto conforme alle idee e all’immaginario del futuro inquilino.

Il vantaggio di questa soluzione è ovviamente la maggiore libertà creativa e di realizzazione. Lo svantaggio è duplice e risiede nella procedura – molto più elaborata – e ovviamente nei costi.

Proprio di quest’ultimo aspetto vogliamo parlare in questa sede: quali sono i costi per costruire una casa? E come sono ripartiti? Proviamo a esaminarli uno per uno.

Acquisto del terreno

A meno che non si abbia la fortuna di possedere o ereditare un terreno edificabile, l’acquisto del terreno è uno dei primi costi per costruire una casa da affrontare. Il valore del terreno varia in base a un numero consistente di fattori. L’importante è tenere in considerazione i valori catastali del terreno e soprattutto i suoi indici di edificabilità, onde evitare di trovarsi con un terreno di grandezza smodata su cui però è possibile edificare solo per piccole aree e cubature.

Per quanto riguarda il costo al mq del terreno, esso oscilla a seconda dell’ubicazione dello stesso. Generalmente, le (numerose) zone costiere del nostro paese, assieme alle città storiche e alle zone di montagna di prestigio, sono le più costose, mentre l’entroterra e la campagna costano sensibilmente meno. Facendo una stima indicativa, si può andare dai 60-70 € al mq fino ai 600 € al mq; sempre in linea generale, il costo di un terreno incide per il 25-30% sul costo totale.

 

Stesura del progetto e autorizzazioni

Il passaggio successivo consiste nell’incaricare uno studio di architettura della progettazione dell’immobile; questa deve essere effettuata tenendo conto dei gusti del committente e delle prescrizioni catastali. Un buon architetto chiede in genere fra il 2 e il 4% del totale dell’ammontare dei costi dei lavori. La percentuale più alta viene di solito raggiunta nel caso in cui l’architetto assuma anche la mansione di direttore dei lavori.

A questi costi bisogna aggiungere i cosiddetti oneri di urbanizzazione e i costi di costruzione, necessari per ottenere (previa domanda) i permessi e le autorizzazioni necessari a edificare da parte del comune entro cui è situato il terreno. Per una casa di 100 mq, gli oneri di urbanizzazione si aggirano fra i 1.000 e i 1.500 €, mentre i costi di costruzione possono variare tra i 5.000 e i 6.000 euro.

 

Scavi e fondamenta

Prima di costruire, il terreno va adeguatamente predisposto ad alloggiare l’abitazione. Gli scavi sono il preludio alla costruzione delle fondazioni. Sempre tenendo presente un’abitazione di 100 mq, con questi oneri i costi per costruire una casa aumentano di una cifra compresa fra i 10.000 e i 20.000 euro.

 

Opere murarie

Per quanto riguarda l’edificazione vera e propria, il costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 50 € al mq per le pareti portanti, mentre per le pareti interne e le eventuali finiture il costo sarà leggermente più contenuto: fra i 40 e i 45 € al mq. Fermo restando che sulle finiture la voce più forte in capitolo è quella del proprietario e del suo desiderio di arricchire gli interni secondo i suoi gusti.

 

Impiantistica e utenze

Elettricità, gas, acqua, volendo anche linee telefoniche (che vanno comunque predisposte). Nel corso dei lavori di edificazione devono essere contemplati anche le installazioni di tutti i dispositivi per l’allacciamento alle principali utenze.

  • L’impianto elettrico deve comprendere la posa dei cavi, la creazione dei punti luci e la manodopera. Per punto luce si intende qualsiasi uscita da cui si eroga corrente elettrica: prese, interruttori, alloggiamenti per lampadine e/o lampadari. Orientativamente, il costo medio è sui 50 € per punto luce, ma molto dipende dal tipo di finiture scelte dal proprietario (interruttori, placche e altro)
  • L’impianto idraulico è un’operazione un po’ più complessa, perché coinvolge una consistente quantità di operazioni. Considerando anche il costo orario della mano d’opera, i costi per costruire una casa si dovrebbero maggiorare di circa 200-220 € per ogni punto idraulico installato.
  • L’impianto di riscaldamento, comprensivo di posa delle tubature e del collettore, installazione della caldaia e fissaggio dei termosifoni, può arrivare a costare sui 200 € al mq.

L’ammontare degli allacci alle utenze, invece, dipende dalle tariffe applicate dalle singole società. Di norma, queste variano tra i 1.500 e i 4.000 €.

 

Coibentazione

I rivestimenti per l’isolamento termico, acustico e dall’umidità riguardano sia le mura esterne che quelle interne, e il tetto. Il costo complessivo, tenendo conto delle differenze di tariffe fra una struttura e l’altra (le pareti interne, per ovvi motivi, costano molto meno rispetto al resto), dovrebbe essere compreso fra i 60 e gli 80 € al mq.

 

Per avere ulteriori informazioni sui costi per costruire una casa – e magari anche qualche suggerimento su come risparmiare e recuperare parte dell’investimento attraverso l’installazione di dispositivi per lo sfruttamento delle energie rinnovabili –, rivolgetevi con fiducia a HouseNatural, azienda leader nel campo dell’edilizia green e dell’architettura sostenibile. Scoprirete una varietà non trascurabile di soluzioni originali e innovative per la casa.

Costi di una casa di dimensioni medio-grandi in città

Premessa doverosa: nelle grandi città possedere una casa unifamiliare (dunque non un appartamento, ma una villetta o soluzioni abitative simili) con una superficie abitabile superiore ai 100 mq è un privilegio riservato a pochi. Chiunque abbia accarezzato l’idea si è trovato, presto o tardi, a porre la fatidica domanda: quanto costa costruire una casa di 120 mq (assumendo tale pezzatura come grandezza standard di riferimento per gli immobili di medio pregio)? La risposta è piaciuta a pochi.

D’altronde, i vantaggi della metropoli sono altri, e lo spazio abitativo viene spesso relegato in secondo piano. Chi cerca quel tipo di benefit, solitamente, opta per la campagna o i piccoli centri.

 

Metropoli e mercato immobiliare di prestigio

Eppure, in città come Roma, Milano, Torino o Napoli i quartieri residenziali esistono e le ville dalle dimensioni analoghe a quelle sopra indicate anche. Segno che un mercato c’è, altrimenti quartieri come i romani Casal Palocco e Infernetto, i milanesi San Siro e Parco delle Cave, la Città Giardino torinese e ovviamente il Vomero a Napoli non sarebbero oggetto di così tante attenzioni da parte del mercato immobiliare; a testimonianza del sempre vivo interesse nei confronti di soluzioni abitative di caratura medio-alta da parte dei potenziali acquirenti.

Pertanto riprendiamo e arricchiamo il quesito di cui sopra: quanto costa costruire una casa di 120 mq in una grande città? E proviamo a dare una risposta.

 

Comune denominatore

Leggendo articoli e saggi, e prendendo informazioni direttamente alla fonte, abbiamo appurato che i costi vivi di costruzione non variano sensibilmente a seconda della città. Facendo i conti un po’ a braccio, questi costi, per una villa di 120 mq di superficie abitabile, dovrebbero essere compresi tra i 200.000 e i 300.000 euro. Più vicini alla seconda cifra che alla prima, a dire il vero. Però, lavorando un po’ di lima e rinunciando a qualcosa, ci si può attestare intorno ai 250.000 euro.

La differenza, dunque, la fa in sostanza un unico fattore: il terreno edificabile. Con tutte le incognite del caso, dal momento che alcune città ne hanno ancora in grosse quantità (Roma, blocco del settore immobiliare a parte, è una di queste), mentre altre (Milano su tutte) sono molto più sguarnite.

Costi dei terreni edificabili

Anche in questo caso, una premessa è doverosa. Per calcolare con esattezza la bontà o meno dell’acquisto di un terreno edificabile, bisogna tenere conto del suo indice di edificabilità. Si tratta, in sostanza, di un parametro che indica le cubature concesse per la costruzione di edifici in relazione alla superficie del terreno. E trattandosi di un dato che varia non solo da città a città, ma a seconda delle singole zone delle stesse, è sempre opportuno verificare tutti i valori catastali attribuiti a un terreno prima di effettuare l’acquisto, che comprendono anche altri parametri (distanza dell’edificio dalla strada, rapporto di copertura, altezza massima raggiungibile). Di norma, un buon rapporto fra terreno ed edificio può essere di 5:1, se si è fortunati anche meno.

Detto ciò, e precisato che un terreno edificabile “vergine” è sempre più una rarità, e che molte amministrazioni comunali tendono a disincentivare l’occupazione di ulteriori porzioni di suolo a prescindere dalla loro categoria catastale, abbiamo effettuato una piccola indagine, prendendo in esame le quattro grandi città sopra menzionate. Questi i risultati.

  • Facendo una stima fra i numerosi quartieri residenziali periferici e l’intasatissimo centro, il valore medio di un terreno edificabile a Roma è di circa 300 € al mq. Tuttavia, spostandosi solo leggermente in provincia (ad esempio, nella zona dei Castelli), il costo medio scende sotto i 100 € al mq.
  • Vale un po’ lo stesso discorso di Roma, nel senso che basta spostarsi leggermente fuori città per rilevare costi molto più abbordabili. Con l’ulteriore vantaggio dato dal fatto che Milano è molto più piccola, e dunque gli spostamenti non sono troppo disagevoli. In ogni caso, chi ha deciso di risiedere a Milano a ogni costo si prepari ad affrontare una spesa di circa 350 € al mq per un terreno edificabile compreso nei confini del comune.
  • Costi decisamente più contenuti, anche perché il centro cittadino e le zone immediatamente adiacenti non presentano aree edificabili, e spostarsi in periferia è più un obbligo che una scelta. Ad ogni modo, in queste aree, con circa 100 € al mq si chiude qualsiasi affare, o quasi.
  • Città in parte soffocata da uno sviluppo immobiliare ai limiti del sostenibile, Napoli è riuscita miracolosamente a conservare poche ma significative zone periferiche in cui è possibile edificare. A prezzi mediamente tollerabili: poco più di 200 € al mq.

Se desiderate ulteriori informazioni su quanto costa costruire una casa di 120 mq (o altre misure), rivolgetevi a HouseNatural, azienda che saprà proporvi soluzioni architettoniche all’avanguardia, eco-sostenibili e adatte ad accogliere sistemi di sfruttamento delle energie rinnovabili. Un modo smart e sicuro per risparmiare sui consumi e recuperare poco alla volta la cifra investita nella costruzione della vostra nuova casa.

Quali sono i costi per edificare un capannone industriale?

Se state pensando di avviare una nuova attività commerciale, o di spostarne una esistente, realizzando un nuovo capannone, oggi andremo ad analizzare quali sono i prezzi di costruzione al mq per la realizzazione di una nuova struttura a destinazione industriale, commerciale o agricola.

 

Quanto costa realizzare un capannone?

I costi di costruzione di tali strutture edili variano a seconda della tipologia di capannone che intendete realizzare. Di seguito andremo a vedere quali sono le fasi costruttive e i relativi prezzi di costruzione al mq, in modo tale che potete farvi un’idea di quello di cui stiamo parlando.

Partiamo dal fatto che nei seguenti costi non sono stati annoverati quelli relativi all’acquisizione dell’area.

 

Operazioni e analisi preliminari

Prima di procedere con la progettazione dovete effettuare una verifica geologica, che ha costi che si aggirano sui 6,00 € per mq. Verificata la tipologia di terreno presente e di conseguenza le strutture e  fondazioni che si intendono realizzare, si passa alla progettazione e direzione lavori.

 

Progettazione e direzione lavori

I costi di un tecnico per la progettazione, calcolo strutturale e direzione dei lavori, si aggirano attorno al 14% del costo totale dell’opera. Se consideriamo, come esempio, un costo dei materiali di circa 200,00 € a mq, il compenso da corrispondere a un tecnico sarà di 30,00 € per mq.

 

Le strutture

Una volta definite tutte queste importanti fasi preliminari, si può procedere allo sterro di fondazione. Considerate la necessità di uno scavo minimo di 150 metri cubi per le fondazioni, al costo di circa 20,00 € per mq.

Si parte poi con il calcestruzzo:

  • getto e la posa in opera delle fondazioni, pilastri, travi di collegamento e la pavimentazione considerate circa 41,00 € per mq, inclusa la manodopera.
  • realizzazione della struttura, con un prezzo di costruzione al mq che parte da un costo minimo di 70,00 € a mq per le prefabbricate, salendo per quelle realizzate in calcestruzzo.
  • chiusura del perimetro con blocchi di laterizio, più finitura, si aggira intorno ai 48,00 €per mq, inclusa la manodopera.

Impianti

Per quanto attiene la realizzazione degli impianti idrici ed elettrici, i costi complessivi si aggirano attorno a un minimo di 3.000,00 € (circa 10,00 € per mq).

Infissi

Un capannone deve avere almeno una superficie di aperture  minima di 20 mq, più una porta 6×5 m, per tali lavori i costi sono di circa 20,00 € a mq.

 

A tutti questi prezzi di costruzione al mq, dovrete aggiungere l’IVA (10% circa sul costo complessivo) e i costi per strade di accesso, l’illuminazione esterna, la fossa biologica, le tramezzature interne e latro ancora. HouseBuildings mette a disposizione architetti e progettisti professionisti in grado di progettare ogni genere di costruzione nel rispetto delle tematiche ambientali e del comfort degli utilizzatori finali.

Fotovoltaico: come calcolare la potenza in kW da installare

Una delle fonti rinnovabili che sta contribuendo maggiormente, in Italia, alla produzione di energia elettrica è sicuramente quella solare. Gli impianti fotovoltaici hanno trovato ampia diffusione sia a livello di abitazioni civili che in attività commerciali e industriali, permettendo soluzioni che garantiscono un maggior benessere all’ambiente e, contemporaneamente, alleggeriscono anche le spese energetiche da sostenere perla fornitura di energia ai fabbricati. Una delle domande che si fanno in molti è quella di capire quale sia la potenza in kW corretta da installare per la propria abitazione o edificio. HouseImpianti, divisione del gruppo HouseNatural, leader da anni nella progettazione e costruzione case e nella realizzazione di impiantistica di vario genere, tramite i suoi esperti vi offre qualche indicazione sul corretto dimensionamento di tali impianti.

 

L’unità di misura del fotovoltaico

Partiamo col dire che per quanto attiene gli impianti fotovoltaici e trattandosi di impianti che trattano energia, l’unità di misura di riferimento è il KiloWatt/ora.

 

Calcolo dei consumi del fotovoltaico

Prima cosa da fare per dimensionare un impianto è verificare la quantità di energia elettrica consumata dalla propria abitazione o edificio. Per fare questo, prendete le bollette riferite agli ultimi 12 mesi e sommate i consumi che sono riportati su di esse. Il totale uscito dividetelo per 365 giorni, e troverete i kW7h che l’edificio consuma giornalmente.

 

Dimensionamento impianto

Una volta trovati i kW/h giornalieri di cui necessita la vostra abitazione, allora è possibile andare a dimensionare l’impianto fotovoltaico. Precisiamo che la convenienza dell’impianto fotovoltaico è quella di consumare l’energia autoprodotta. Produrre energia per cederla alla rete, non utilizzandola direttamente, non ha grossa convenienza, quindi l’indicazione è quella di dimensionare un impianto per i propri consumi. E’ possibile anche installare un impianto fotovoltaico che produce più del proprio fabbisogno, a condizione di avere un accumulatore, che permetta di utilizzare l’energia in un secondo momento, senza cederla alla rete quando ad esempio non siamo in casa.

I costruttori di case e i tecnici specializzati, come quelli di HouseImpianti, sono a vostra completa disposizione per eseguire un’analisi energetica della vostra abitazione o attività commerciale e proporvi la soluzione di fotovoltaico migliore per le singole esigenze.

5 idee per la tua casa in legno

Come abbiamo già avuto modo di constatare, costruire una villa, una baita, un rifugio o qualsiasi altro tipo di abitazione in legno è un’operazione che richiede in primis il rispetto rigoroso di alcuni parametri di edificazione, i più importanti dei quali riguardano i materiali (e in seconda istanza il loro trattamento).

Pertanto, il primo consiglio che possiamo indirizzare a tutti coloro che vogliono veder realizzato il loro sogno di costruire una villa in legno, è di rivolgersi a ditte specializzate in bioedilizia, aziende che hanno sviluppato una solida esperienza sul campo e conoscenze tecniche a sufficienza per realizzare delle opere in grado di coniugare estetica, funzionalità e sicurezza.

Aziende come HouseNatural, che da anni promuove e pratica edilizia green e architettura sostenibile, a prezzi concorrenziali e utilizzando tecniche e materiali all’avanguardia. Con HouseNatural, il desiderio di costruire una villa ecocompatibile per sé e per i propri cari può divenire realtà in qualsiasi momento.

 

Guizzi di creatività

Ciò non significa che chiunque desideri costruire una villa in legno debba rassegnarsi all’idea di aderire a dei modelli preconfezionati, oppure, nel migliore dei casi, lasciare che a decidere tutto sia l’azienda incaricata della progettazione e della costruzione. Al contrario, tra i vantaggi dell’edilizia sostenibile c’è anche una maggiore flessibilità creativa dal punto di vista del design. Questo significa che molte delle idee del committente potranno trovare una traduzione sia a livello progettuale che sul piano fattivo, e prendere corpo nella realizzazione vera e propria della casa.

Per chi invece di idee è leggermente a corto, c’è sempre il web che fornisce un ampio ventaglio di suggerimenti – o anche semplici suggestioni – su come costruire una villa in legno originale, esteticamente gradevole e soprattutto conforme alla sensibilità e ai desideri di chi dovrà viverci. Il tutto senza sacrificare la funzionalità e l’abitabilità. Nelle righe che seguono ne abbiamo isolate cinque che, riscontri alla mano, si sono rivelate vincenti.

 

5 idee di design

  • Rustico di campagna. Struttura antica e nobile nella sua apparente povertà. Pianta rettangolare o al massimo quadrata, tetto spiovente, non più di due piani. Le soluzioni di design contemporanee riescono a valorizzarne al massimo lo stile, ottimizzando lo spazio all’interno tramite scale a chiocciola e soppalchi.
  • Struttura a parallelepipedo. Ormai diffusissima in Nord Europa e in Canada, sta lentamente prendendo piede anche nei paesi mediterranei. Anche se a prima vista non sembrerebbe, si integra perfettamente in panorami naturalistici. Viene utilizzata soprattutto in contesti boschivi e in prossimità di corsi d’acqua.
  • Una variante di lusso del rustico di campagna. Chi ha intenzione – o il bisogno – di costruire una villa di dimensioni ragguardevoli può ricorrere a questo stile intramontabile, che ammette anche qualche svisata più creativa del normale per quanto riguarda i colori delle pareti esterne.
  • Mini-casa. Agli antipodi rispetto a quanto esposto sopra. Le mini-case sono una realtà diffusissima negli Stati Uniti e in Canada, e in contesti rurali e boschivi vengono utilizzate come punto d’appoggio per famiglie in vacanza. Allargando le maglie del discorso, possono diventare delle eccellenti unità abitative per single o per piccoli nuclei. Requisiti non fondamentali: clima favorevole, dal momento che gli spazi ristretti all’interno indurranno a occupare quelli in esterno più a lungo del normale. Requisiti fondamentali: un bravo designer che studi come ottimizzare ogni singolo centimetro quadrato degli interni. Non sarà un problema trovarne, dato che ormai esistono dei professionisti specializzati nel settore.
  • La variante russo-sovietica del cottage, con maggiore flessibilità per quanto riguarda le dimensioni e una serie più ampia di licenze creative sia per quanto attiene alla forma della pianta che per ciò che concerne la presenza di balconi, verande e finestre panoramiche. La dacia è costruita per proteggere gli abitanti dai gelidi inverni russi, dunque è indicata per zone dalle temperature medie molto basse.

I migliori legnami per la costruzione di una casa

Abbiamo già elencato brevemente, altrove, le caratteristiche principali che un buon legno da costruzione deve possedere. Così facendo, abbiamo ristretto il campo delle essenze lignee a quelle espressamente consigliate per un utilizzo in campo edilizio. Ora, nelle righe che seguono andremo a elencare le principali tra queste: ovvero le più utilizzate e quelle maggiormente considerate, sia in termini di funzionalità che di pregio.

A dimostrazione che il mercato delle case ecologiche è non solo in grande espansione, ma anche sufficientemente vario e vasto da assecondare gusti e inclinazioni di una vasta congerie di potenziali acquirenti.

 

Le conifere

L’Europa è ricchissima di boschi di conifere, a ogni latitudine e longitudine. Di conseguenza, l’utilizzo di queste specie di alberi per la costruzione di abitazioni e case ecologiche è prassi ben consolidata. Non a caso si tratta, quasi sempre, di essenze lignee in grado di combinare in maniera adeguata proprietà strutturali (resistenza, durezza, indeformabilità leggerezza) e isolanti (per quanto riguarda calore, umidità, rumori). Inoltre, quasi tutti mostrano delle non trascurabili doti di resilienza rispetto ai trattamenti tipici cui viene sottoposto abitualmente il legname.

Tra le specie più utilizzate, troviamo

  • Abete bianco
  • Abete rosso
  • Pino
  • Larice

Le latifoglie

L’alternativa più credibile è data dalle latifoglie, famiglia di alberi a fusto generalmente lungo e robusto, non così diffusa nel Vecchio Continente come le conifere ma altrettanto efficace per quanto riguarda il suo utilizzo in ambito architettonico e per la realizzazione di case ecologiche.

Le specie di latifoglie maggiormente impiegate sono le seguenti.

  • Quercia
  • Frassino
  • Pino
  • Castagno

Due variabili americane e un’utopia africana

Pur presentando contesti climatici sufficientemente simili (sia detto, ovviamente, con una buona dose di approssimazione), l’ecosistema dei boschi dell’America del Nord è popolato di specie di alberi non presenti (se non sotto forma di coltivazioni specifiche “d’importazione”) in Europa. Il legno di alcune di queste si è rivelato già da tempo un eccellente materiale da costruzione.

Tra le conifere, spicca l’abete di Douglas, o douglasia, detto anche pino dell’Oregon. Come indica il nome, cresce prevalentemente nei boschi adiacenti alla costa ovest degli Stati Uniti e del Canada, e può vantare eccellenti proprietà meccaniche e isolanti a 360°. Non a caso, è uno degli alberi che più alimenta il lavoro delle segherie degli stati del nord degli USA, soprattutto da qualche anno a questa parte: da quando, cioè, il trend delle case ecologiche si è affermato anche in una delle nazioni più problematiche dal punto di vista dello sviluppo sostenibile.

Tra le latifoglie, invece, va segnalata l’acacia, o robinia. Non si tratta di una novità assoluta per quanto riguarda l’Europa: vi arrivò, infatti, già nel 1601, anno in cui un esemplare venne piantato a Parigi. Quell’esemplare esiste tuttora, e oggi è l’albero più antico della capitale francese. Tuttavia, il suo impiego come legno da costruzione è prassi più americana che europea: in particolare, sono gli stati del Midwest e delle Great Plains a farne un uso pressoché sistematico.

Segnaliamo inoltre che, dati meccanici alla mano, il legno ideale per qualsiasi tipo di costruzione sarebbe l’ebano, essenza proveniente dal cuore dell’Africa (Madagascar, Tanzania, Repubblica Democratica del Congo e Kenya tra i principali produttori), tra le più dure e resistenti presenti in natura. Purtroppo, il suo status di legno di pregio e la severa regolamentazione dei quantitativi immessi in commercio rendono il suo impiego in edilizia del tutto insostenibile, sia sul piano economico che per quanto riguarda la reperibilità della materia prima.

Se desiderate conoscere ulteriori dettagli in merito alle migliori essenze lignee utilizzate in bioedilizia, rivolgetevi a HouseNatural, la realtà imprenditoriale italiana più evoluta e ricettiva per quanto riguarda la progettazione e la realizzazione di case ecologiche.

Consigli e suggerimenti per progettare una casa in classe A

Progettare una casa da zero potrebbe sembrare una soluzione semplice, ma comporta una serie di scelte, in molti casi complesse, che vanno ponderate con attenzione. Uno dei vari fattori importanti di scelta è quello della classe energetica di cui si vuole dotare il nuovo fabbricato. Esistono diverse classi che vanno da quella migliore A+++ fino alla peggiore D, la scelta va a incidere soprattutto sui costi finali dell’opera da realizzare.

Proprio per questo oggi andremo a vedere qualche suggerimento e consiglio utile sulla classe di risparmio energetico da scegliere, fornendovi un’indicazione su quale potrebbe essere il costo di costruzione di una casa in classe A, prendendo come riferimento una soluzione media fra tutte quelle varie classi disponibili.

 

La classe energetica A presenta buoni fattori di resistenza, che vi porteranno ad avere un edificio con poca dispersione di calore durante l’inverno e che garantisce una temperatura costante, non elevata, durante l’estate. Per questo motivo il consumo di corrente elettrica sarà molto ridotto, poiché sarà più semplice riscaldare o raffrescare gli appartamenti.

La decisione va quindi vagliata al meglio, tenendo presente i costi da affrontare, ma senza sottovalutare i benefici economici e di benessere fisico che tali soluzioni permettono di avere. Prendiamo a riferimento un appartamento di media superficie (circa 100 mq), fornendo una stima approssimativa di costi e benefici, anche se ogni edificio può rappresentare una casistica a se stante. Per questa tipologia scelta, il costo di costruzione per una casa di classe A sarà superiore, dal 10 al 20% del costo totale. Passiamo quindi ad analizzare i benefici, per prima cosa dobbiamo tenere in considerazione il risparmio economico, derivante dall’abbassamento delle bollette per il riscaldamento invernale. Prendendo, sempre come riferimento, una casa di medie dimensioni, abbiamo dei consumi di combustibile tradizionale di circa 16,00  €/m2 annui, mentre per la casa di classe A offre un costo di 3,00 €/m2 annui;

Ciò significa che ogni anno si risparmiano sui costi di riscaldamento circa € 1.300,00, e il surplus di costo di costruzione di una casa di classe A potrà quindi essere ammortizzato in una tempistica variabile dai 10 ai 15 anni. Per avere maggiori dettagli sulle soluzioni di risparmio energetico della vostra casa, affidatevi a HouseNatural che mette a disposizione tecnici specializzati in grado di consigliarvi al meglio sulla progettazione, costruzione e manutenzione della vostra prossima abitazione.

 

Quali caratteristiche deve avere un buon legno da costruzione

È ormai noto a tutti come il legno abbia recuperato consistenti fette di mercato nel settore dei materiali da costruzione. La diffusione (che ormai possiamo rubricare come capillare) della bioedilizia e una crescente sensibilità ecologica hanno di fatto riscritto le regole d’ingaggio – ma anche l’impianto normativo, almeno all’interno dell’Unione Europea – su come costruire una casa che rispetti l’ambiente e che abbia un approccio sostenibile.

Tuttavia, il discorso sui materiali non va né trascurato, né tenuto in subordine rispetto ad altri. Ci sono delle regole ben precise su come costruire una casa in legno ed esse hanno pari dignità (e forse un’importanza persino maggiore) rispetto ad altri parametri di riferimento (in primis, ovviamente, costi, consumi e sicurezza).

Il legno strutturale

Il legname da costruzione è conosciuto anche come legno strutturale, ed è caratterizzato da caratteristiche fisiche e meccaniche ben precise. Tali parametri sono stati fissati con precisione anche a livello normativo e sono sottoposti a rigidi controlli preliminari, in modo tale da garantire la massima sicurezza sia per chi costruisce che per coloro che, a costruzione ultimata, vi andranno ad abitare.

Ne consegue che tutte le aziende impegnate nella bioedilizia sono tenute a tenere in seria considerazione questi precetti – oltre ad altri, sempre in merito a come costruire una casa di legno – e ad attenervisi con rigore.

 

Parametri di riferimento

  • Resistenza meccanica e stabilità. Il legname adoperato deve essere certificato come resistente a sollecitazioni, pressioni e urti. Al tempo stesso, deve assicurare una adeguata tenuta strutturale (leggi: capacità di reggere il peso della casa nella sua totalità, inclusi gli arredamenti e le finiture) a costruzione ultimata.
  • Proprietà ignifughe. Debitamente trattato, il legno è un conduttore di fuoco e calore molto meno attivo di quanto comunemente si pensi. Al contrario, alcune specie di legno trattengono il calore e – a causa della loro densità – bruciano molto lentamente. In caso di incendio, ciò assicura una sostanziosa tenuta strutturale (riduzione del rischio di crolli), utile a ricavare il tempo necessario a individuare una via di fuga e abbandonare l’edificio.
  • Salubrità. Il legno è il materiale ecologico per antonomasia, tuttavia qualsiasi manualistica su come costruire una casa utilizzando tale materia prima indica come alcune essenze lignee possiedano, al loro interno, residui resinosi e altre sostanze potenzialmente tossiche per l’uomo. Va da sé che tali legni non possono essere presi in considerazione in campo edilizio.
  • Rispetto al mattone, il legno è generalmente più leggero e maneggevole. Pertanto, meno incline a divenire causa di infortuni sul lavoro per gli operai di cantiere, o in ambito domestico per gli inquilini della casa. I legnami che riescono a equilibrare proprietà meccaniche e leggerezza strutturale sono i migliori da questo punto di vista.
  • Isolamento termico. Sotto questo punto di vista, esistono pochi materiali come il legno. Ovviamente, anche in questo caso ci sono essenze più o meno performanti. Nella fattispecie, la scelta dovrà essere in base alla collocazione geografica dell’edificio: se questo si trova in una zona sottoposta a violente escursioni termiche, sarà opportuno scegliere un materiale dalle forti proprietà isolanti. Altrimenti, potrà andare bene anche un’essenza dai valori medi sotto questo aspetto.
  • Isolamento acustico. Vale più o meno lo stesso discorso fatto per l’isolamento termico, parametro con il quale si può facilmente interagire. Esempio: una zona di montagna necessiterà di un isolamento acustico relativo, pertanto il costruttore potrà tenere in secondo piano questo parametro a vantaggio di essenze lignee con forti proprietà isolanti dal punto di vista termico.

Se desideri conoscere nel dettaglio i segreti su come costruire una casa in legno che sia al tempo stesso accogliente e sicura, e per farlo intendi avvalerti dei migliori materiali disponibili sul mercato, rivolgiti a HouseNatural, i migliori esperti in bioedilizia e architettura sostenibile.

La pompa di calore, quando conviene e quali sono i risparmi

HouseImpianti offre una vasta esperienza e competenza per quanto attiene l’impiantistica per abitazioni e attività commerciali, finalizzata a rendere funzionali e energeticamente sostenibili gli edifici. Per garantire un maggior comfort e minori consumi nelle case di bioedilizia, le soluzioni impiantistiche sono molteplici: solare termico, fotovoltaico, pompe di calore e molto altro ancora.

La pompa di calore è un impianto che permette di fornire calore sia per il riscaldamento che per il raffrescamento degli ambienti. Anche se si tratta di macchine che vengono alimentate da energia o gas, sono impianti a fonte energetica rinnovabile, che trasferiscono il calore da una sorgente esterna “fredda” a un ambiente “caldo” per climatizzare l’acqua o un circuito di riscaldamento.

Pompa di calore si o no?

Per capire se nelle case di bioedilizia conviene l’installazione di una pompa di calore vanno valutate tre variabili:

  • il luogo dell’installazione e la fascia climatica;
  • la tipologia di edificio, di costruzioni bio o di altro genere;
  • l’utilizzo.

Quale tecnologia utilizzare?

Le pompe a funzionamento aria-aria e aria-acqua sono le tipologie più semplici da installare, ma la loro efficienza dipende dalla temperatura dell’aria esterna: sotto ai 5-7 °C le prestazioni subiscono un drastico calo. Questo comporta che la macchina riesce ugualmente a riscaldare, ma i consumi della stessa saranno maggiori. Le tecnologie acqua-acqua forniscono prestazioni migliori, perché prelevano da una sorgente a temperatura più stabile, ma sono sistemi più complessi e costosi (15-20% in più) da installare perché necessitano della presenza di un pozzo.

Costo e risparmio

Come indicato sopra, la tecnologia aria-aria è la più economica e semplice da installare; le aria-acqua e le acqua-acqua costano di più, perché vedono l’integrazione di un impianto di riscaldamento. I costi delle pompe di calore aria-aria vanno da 250-300 euro a kW, fino a 7-800 per installazioni più complesse, le aria-acqua da 300 a 900, mentre le geotermiche vanno da 800 a 1600-1700 euro a kW. Da questo ne consegue che una pompa di calore aria-acqua da 10 kW, di taglia adatta ad una casa di media dimensioni, può costare circa 5-6mila euro.

Per quanto attiene il risparmio e la convenienza nell’installazione, le utenze commerciali sono le più favorite, con tempi di payback da 3 a 6 anni, mentre in ambito abitativo, il tempo di rientro stimato è variabile dai 9 ai 12 anni, garantendo un risparmio di 400-700 euro annuale.

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