L’argilla al servizio della bioedilizia

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La bioedilizia ha l’obiettivo di costruire edifici che prestino la massima attenzione alla salute di chi li abita e al rispetto dell’ambiente, garantendo al tempo stesso una netta riduzione dei consumi energetici. Proprio per questo vengono utilizzati materiali di origine completamente naturale, ecosostenibili e biodegradabili; tra questi spicca senza dubbio l’argilla, che da millenni viene sfruttata per la costruzione di case robuste e ad alto isolamento termico. Basti pensare che i primi resti di rudimentali case in argilla risalgono addirittura all’8000 a.C.!

L’argilla cruda

In particolare le moderne tecniche della bioedilizia utilizzano la cosiddetta argilla “cruda”, che non viene cotta ma semplicemente essiccata in modo del tutto naturale. Si tratta di una lavorazione antichissima ma che nonostante il trascorrere dei secoli continua a confermarsi come un’ottima soluzione costruttiva: l’argilla, mescolata a fibre vegetali o a sabbie, si presta perfettamente per la realizzazione di pavimenti, massetti, pareti, pannelli e addirittura finiture di altissimo livello estetico. Ne sono un esempio i pavimenti in argilla, davvero splendidi e capaci di unire tradizione e modernità.

Le proprietà isolanti dell’argilla

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita esponenziale della richiesta di pareti, solai e coperture isolanti: fortunatamente una fetta di mercato sempre maggiore è ormai consapevole dell’importanza di limitare la dispersione di calore per ridurre i consumi energetici. I vantaggi sono evidenti non solo per l’ambiente ma anche per il portafogli, dato che il costo delle bollette può ridursi in modo sorprendente grazie a dei sapienti lavori di isolamento.

L’argilla si presta particolarmente alla realizzazione di pannelli isolanti, come dimostra il suo ampio utilizzo in ogni epoca della storia umana. Inoltre questi pannelli sono traspiranti e fonoassorbenti e rendono quindi più confortevoli gli spazi abitativi e gli uffici, soprattutto nelle zone più rumorose delle città.

Inoltre l’argilla cruda è perfetta anche in ambienti umidi (come i bagni), poiché regola naturalmente il tasso di umidità presente nell’aria. Tutto ciò in un materiale ecologico e completamente privo di sostanze dannose: si tratta di semplice terra, ma le sue applicazioni sono davvero infinite!

Per una consulenza specializzata e per conoscere tutte le potenzialità dell’argilla puoi rivolgerti a HouseBiomaterial, specializzata in interventi di bioedilizia in provincia di Siena. Saremo lieti di aiutarti a ottenere la casa dei tuoi sogni!

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Costruire una casa in legno: quanto tempo serve?

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Costruire una casa che rispecchi pienamente i propri gusti e le proprie esigenze è per molte persone il coronamento di un sogno. Spesso però questo sogno viene ostacolato non solo dai costi di realizzazione, ma anche dall’ansia di dover seguire per mesi e mesi lo svolgimento dei lavori e gli inevitabili imprevisti. L’edilizia tradizionale, infatti, in molti casi comporta ritardi nei tempi di consegna a causa di condizioni metereologiche avverse, problemi in fase di realizzazione e scarsa coordinazione tra le imprese che lavorano in cantiere.

Tra i più grandi vantaggi delle costruzioni in legno c’è proprio la possibilità di costruire casa da zero in tempi sicuri e decisamente più brevi rispetto all’edilizia “classica”; vediamo insieme quali sono i principali aspetti da tenere in considerazione per quanto riguarda la durata dei lavori.

Il montaggio della struttura

Una delle differenze più evidenti tra una casa in legno e una in muratura consiste nella tecnica di costruzione della struttura portante. Infatti nel caso di un edificio in legno la maggior parte delle lavorazioni viene eseguita in azienda, senza essere influenzata dalle condizioni meteo; la struttura arriva quindi in cantiere già pronta per essere installata.

Inoltre non occorre attendere i classici tempi di asciugatura del calcestruzzo, un vantaggio notevole che permette di risparmiare tempo e di procedere rapidamente alle successive fasi di lavorazione. Ciò è reso possibile dalla tecnica di montaggio a secco tipica dell’edilizia in legno.

Finiture e personalizzazioni

Nonostante pareti, solai e coperture vengano montati nel giro di pochi giorni occorreranno comunque da 3 a 6 mesi per completare le finiture. Tutto dipende naturalmente dal tipo di lavorazioni richieste dal cliente: una casa scelta su catalogo richiederà meno tempo rispetto a una casa completamente personalizzata, ma il risultato vale sicuramente un’attesa un po’ più lunga.

L’importanza della progettazione

Da tutto ciò risulta evidente l’estrema importanza della fase iniziale di progettazione: ogni dettaglio deve essere stabilito con la massima cura e i lavori devono essere coordinati con precisione per ottimizzare al massimo i tempi. Ecco perché è fondamentale affidarsi a dei professionisti del settore come Housewood, un’impresa di Colle di Val D’Elsa che consente di costruire casa da zero in tempi brevi e rispettando pienamente i criteri della bioedilizia e del risparmio energetico.

Insomma, non ci sono più scuse: una moderna casa in legno è davvero la soluzione migliore per trasformare i tuoi sogni in realtà!

 

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casa passiva bioedilizia

Energie zero: le prospettive delle case del domani

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Quando la passività diventa sinonimo di eccellenza.

Ebbene sì, non è un elogio alla pigrizia, ma contro qualsiasi forma di iperattività quando si parla
della casa del domani, l’epiteto “passiva” è un vero e proprio attestato di stima.
Non è nuovo, per intendere la “casa passiva”, tra gli addetti ai lavori il termine nZeb (near Zero
energy building) con il quale si individuano le abitazioni che hanno energia nulla o che hanno un
fabbisogno energetico tendente allo zero. Autosufficienti grazie alle tecnologie e allo sfruttamento
di fonti rinnovabili. Un conseguente impatto ambientale limitato con la garanzia di prestazioni
invariate.

Già sette anni fa, sulla scia degli accordi sul clima stipulati con il Protocollo di Kyoto, con la
Direttiva Europea 31/2010 (ePBD, Energy Performance Building Directive) nel vecchio Continente
si è provato a fare un quadro descrittivo e normativo di questo tipo di edifici per stimolare lo
sviluppo e l’investimento. Questa normativa europea obbliga gli stati membri a realizzare le nuove
costruzioni secondo questi standard di consumo nullo dal 31 dicembre 2020.
Da tale data, quindi, in base alle interpretazioni nelle legislazioni nazionali,
avanzeranno nuove idee e opportunità per i progettisti nel rivalutare la costruzione di pareti,
impianti di riscaldamento o di approvvigionamento energetico. Basti pensare alle tegole fatte dai
pannelli solari, le coperture ventilare e i cappotti alle pareti.

La casa passiva, per essere definirsi tale, oltre al rispetto di determinati parametri che qui
riportiamo, deve ottenere la certificazione dal Passive House Institute di Darmstadt in Germania
(anche se il primo metodo di certificazione energetica, CasaClima, risale al 2002, per rispondere
alle sollecitazioni dell’Unione Europea, stilava una graduatoria in base al consumo energetico
dividendo le abitazioni in sette categorie).

Ma soffermiamoci sui parametri essenziali:
– consumo energia primaria annua inferiore a 120 kWh/mq
– riscaldamento inferiore a 15 kWh/mq annui
– tenuta dell’aria di n50≤0,6/h
– trasmittanza (quantità di calore scambiato da un materiale o un corpo) U=0,15 W/m2K per pareti
opache e U=0,80 W/m2K per pareti finestrate.

Per rispondere a queste richieste ci sono un gran numero di soluzioni che miscelate possono dare
ottimi risultati, ad esempio l’isolamento esterno e interno dell’edificio, l’utilizzo di vetri a più
camere, un corretto orientamento dell’edificio, l’introduzione di schermature solari per far fronte al
surriscaldamento estivo o l’eventuale impiego di tetti verdi.

Non stiamo a ripetervi che i vantaggi della bioedilizia non sono solo energetici, se consideriamo la
resistenza e la risposta a calamità ambientali come i terremoti o la possibilità del recupero e riciclo
dei materiali.
Pensiamo che ci sia qualcosa di più profondo in questa nuova concezione dell’abitare, dalla ricerca
di una sinergia tra comfort e sostenibilità, tra igiene, comodità e risparmio energetico, alla ricerca di
una simbiosi tra umanità e natura.

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incentivi edilizia rurale

Incentivi in Toscana: i risparmi dell’investire senza invadere

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Problemi a orientarsi nel labirinto burocratico?
Può succedere che il linguaggio normativo e giuridico nelle leggi appaia opaco o poco chiaro, per
usare un eufemismo. Sgravi,oneri fiscali, detrazioni, incentivi, agevolazioni possono scoraggiare.
Allora sinteticamente e schematicamente facciamo un quadro sulle possibilità di risparmio in
Toscana nel 2017.

Urbanistica regionale. Risparmi sul recupero dell’edilizia rurale

Due mesi fa il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato un’importante modifica alla Legge
65/2014 per la tutela del paesaggio. Questa ha stabilito i vincoli e le agevolazioni fiscali (che
variano in base agli specifici casi) per il recupero dei casolari abbandonati all’interno del territorio
regionale, accompagnate anche da risparmi su oneri comunali.
Un messaggio che si inserisce in una vision generale importante. Basti pensare alle sperimentazioni
promozionali contro lo spopolamento delle campagne e l’abbandono dei borghi come le case a un
euro del comune di Montieri nel grossetano (proprio gli stessi che fanno parte dell’identità storica e
dell’attrattiva turistica dell’amata Toscana).

Ma non divaghiamo con immaginari campestri idilliaci e torniamo all’emozionante normativa. In
questo modo, fatto salvo gli edifici in aree a rischio idraulico o geomorfologico, per gli immobili
non sottoposti a vincolo di restauro conservativo, sarà possibile ottenere anche un aumento
volumetrico. Questo però, e arriviamo al nostro core business, solamente nel caso in cui vengano
effettuati interventi per aumentare l’efficienza energetica e la sicurezza sismica nell’ottica di
limitare il consumo di suolo rivalutando gli immobili esistenti.

Un bonus per la riqualificazione energetica

Tra gli incentivi previsti nell’edilizia nel 2017 non possiamo non presentarvi, seppur brevemente,
l’Ecobonus. Parliamo di un vero e proprio bonus per chi sceglie di attuare miglioramenti energetici
alla propria abitazione.
Un range variabile di risparmio che va dal 65% per le riqualificazioni nelle case singole fino al 75%
negli edifici condominiali e al quale possono fare riferimento oltre alle persone fisiche, anche
associazioni tra professionisti, contribuenti titolari di reddito d’impresa ed enti pubblici o privati che
non svolgono attività commerciali. Tutti con un unico comune denominatore: le detrazioni
avvengono in 10 rate annuali e si deve trattare di edifici già esistenti (per rimanere in tema con la
rivalutazione di ciò che già abbiamo senza invadere ulteriormente gli spazi).

Ma quali lavori di riqualificazione sono detraibili?

  • Fino a 100mila euro: riqualificazione globale edificio
    70-75% di massimo 40mila euro (per ogni unità abitativa condominiale): rifacimento involucro
    esterno e miglioramento dell’efficienza energetica sia estiva che invernale.
  • Fino a 60mila euro: coibentazione di tetti, pareti e pavimenti insieme alla sostituzione di finestre e
    porte, o installazione di pannelli solari termici.
  • Fino a 30mila euro: passaggio a impianti di riscaldamento con caldaia a condensazione, pompe di
    calore o sistemi geotermici. (in alternativa la sostituzione dell’impianto di riscaldamento dell’acqua
    sanitaria con uno a pompa di calore).
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