Bioedilizia e case in legno: tutto quello che c’è da sapere

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Le case ecologiche sono abitazioni concepite per essere in linea con le disposizioni del protocollo di Kyoto. Grazie alla loro struttura garantiscono infatti un risparmio energetico del 40/50% rispetto alle case tradizionali e una classe energetica che va dalla B fino alla A+. Le case in legno vengono realizzate con materiali naturali e atossici, al 100% riciclabili e rigenerabili.

Si riporta, di seguito, una raccolta di domande frequenti, di interesse per chi è sensibile alla questione sostenibilità e intenzionato a costruire una casa ecologica.

 

Quali sono i materiali adoperati in Bioedilizia?

I materiali utilizzati per la costruzione di case in bioedilizia sono principalmente il legno lamellare, la fibra di legno, la lana minerale e il sughero, materiali che offrono una grande efficienza termoisolante, garantendo un ottimo isolamento termico e fonico dell’abitazione e un’ottima resistenza al fuoco.

Qual è la durata delle case in legno?

Non è possibile stabilire la durata di una casa in legno. È bene considerare però che l’edilizia in legno è la più antica del pianeta ed esistono abitazioni che hanno resistito a distanza di centinaia di anni, nonostante la costruzione tramite metodi e materiali più semplici rispetto a quelli odierni. La struttura delle case ha comunque, in genere, una garanzia di 30 anni (a differenza delle case tradizionali garantite per 10 anni) e la manutenzione richiesta è la stessa di una casa tradizionale. Il legno non è soggetto ad alcun deperimento legato al tempo o alle condizioni atmosferiche e viene trattato solitamente con vernici atossiche e ignifughe che consente al contempo la traspirazione e la protezione del materiale.

Sono sicure e antisismiche? Possono bruciare?

Le costruzioni in legno sono realizzate appositamente con funzione ignifuga e sottoposte a test che prima della vendita ne certificano la resistenza al fuoco. I materiali con cui vengono realizzate vantano una grande resistenza all’azione del fuoco, sopportando temperature di oltre 1000 °C senza fondere fino a 120 minuti. Possono ritenersi abitazioni sicure perché i muri di cui sono composte hanno la funzione di struttura statica autoportante, ovvero consistono in un telaio composto da travi di legno lamellare che assicurano un comportamento elastico della struttura, evitando la concentrazione degli sforzi. L’elasticità del legno ne garantisce peraltro un rischio sismico basso.

Su quale terreno è possibile costruire?

Le soluzioni in bioedilizia vanno considerate alla pari degli edifici in muratura tradizionale e, pertanto, seguono lo stesso iter delle case tradizionali con regolare concessione edilizia. La regolamentazione relativa alla possibilità di edificare su Terreni Agricoli varia da regione a regione e da comune a comune. È consigliabile rivolgersi al proprio comune di residenza o affidarsi ad un tecnico di fiducia per conoscere i vincoli di edificabilità del terreno agricolo in considerazione.

 

House Natural è l’impresa edile specializzata in lavori di bioedilizia, l’azienda può dare un supporto completo a chiunque decida di realizzare o ristrutturare un’abitazione secondo criteri ecologici. Vieni a trovarci nella nostra sede a Colle val d’Elsa, e chiedi una consulenza gratuita; qui trovi le indicazioni stradali per raggiungerci: https://housenatural.it/contatti/

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Le case in legno: dall’antichità ad oggi

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Un viaggio dal nord Europa al sud, fino ad arrivare alla costruzione di case in legno targate House Wood

Fin dall’antichità gli uomini avevano capito che il legno era un perfetto materiale da costruzione; ne sono un esempio le abitazioni costruite su palafitte le cui strutture sono ancora in piedi dopo quasi 4mila anni. Nel corso dei secoli gli individui non hanno mai abbandonato l’utilizzo di questo materiale per costruire le proprie abitazioni e l’evoluzione di queste ultime è concisa con l’evoluzione delle tecniche di reperimento e lavorazione del materiale: dalla fatica dei boscaioli alla precisione dei macchinari odierni che tagliano i blocchi di legno in maniera perfetta e permettono il minor consumo energetico per la lavorazione rispetto a tutte le altre materie prime.

Anche molti edifici “pubblici” antichi, come le chiese, sfruttavano la robustezza del legno per sorreggere le proprie strutture e le loro cupole. Ma di abitazioni ben piantate per terra i primi esempi riguardano l’età del bronzo (1100-750 a. C.), con edifici perlopiù cubici ricavati dal taglio di lunghi tronchi a determinare lunghezza e larghezza delle abitazioni.

Uno degli esempi più illustri in questa rapida carrellata è quello che riguarda la costruzione di una casa mobile per il parco della Duchessa Sforza, da parte di Leonardo Da Vinci nel 1494; l’artista toscano aveva già compreso le potenzialità di questo tipo di abitazione.

 

DA NORD A SUD – Trascorso qualche secolo la casa realizzata con questo tipo di materiale conobbe uno sviluppo notevole, anche per via del perfezionamento delle tecniche costruttive. Furono soprattutto gli stati del nord Europa, nord degli USA e il Canada a veder fiorire abitazioni in legno. La ragione di ciò non risiede solo nel fatto che il legno è un ottimo materiale isolante, che garantisce una grande tenuta al freddo e una bassa dispersione del calore, ma anche a ragioni di tipo ambientale. Infatti nei villaggi e nelle cittadine di questi Paesi è molto più facile reperire la materia prima, rispetto che altrove , in quanto boschi e foreste sono parte integrante del panorama e il tipo di legno è molto adatto ad essere utilizzato per l’edilizia.

Fu proprio l’America la capostipite della realizzazione in serie delle case: nel 1833 il carpentiere inglese, Herbert Mamming, inviò in Australia moduli prefabbricati per la realizzazione di case residenziali.

In Europa la prima  casa unifamiliare prefabbricata fu costruita in Austria, dove tutt’oggi si trova, nel 1910 da Wenzel Hartl con il nome di “Jagdhaus”, cioè casa di caccia. Anche Albert Einstein come dimora estiva scelse una casa in legno; la ditta che realizzò l’immobile a Poznan era tedesca e fu tra le prime a fabbricare pezzi per la costruzione di case pronti all’uso.

La storia vede poi un rapido passaggio dal nord freddo e boscoso al sud dell’Europa con il suo clima mite, ideale anch’esso per la costruzione di case con materiale legnoso.

 

SOLIDITÀ E DESIGN PER IL MATERIALE N.1 DELL’EDILIZIA DI DOMANI – Passeggiando tra i secoli si riesce ad apprezzare ancor meglio il lavoro svolto da chi ha avuto l’intuizione di continuare una tradizione immortale, che trae origini dal passato e rimane viva nel presente, restando sempre al passo con i tempi, anzi sempre con un passo avanti rispetto al tempo. Noi di House Wood, abbiamo interpretato e capito prima di altri l’importanza di questo materiale per la costruzione di case in legno, e lo facciamo partendo dalla Toscana per espanderci in tutta Italia. Le nostre soluzioni chiavi in mano sono complete di tutto il necessario per aprire la porta e cominciare ad abitare. Il tutto con la sicurezza, durabilità, il design e l’accoglienza di una casa costruita con il materiale per eccellenza del futuro. Scopri la nostra offerta dedicata a te, chiama lo 0577 905128.

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casa in legno

Perché il legno è tra i materiali più utilizzati dagli architetti di tutto il mondo?

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Solido, pulito e versatile, il legno da costruzione è il “nuovo cemento”; adottarlo in edilizia può rappresentare la risposta alla crisi globale del settore

Esiste un miracoloso materiale da costruzione, così ecologico che assorbe carbonio dall’atmosfera piuttosto che aggiungerlo; un materiale grazie al quale i cantieri possono andare alla velocità della luce, che riduce il rumore e i tempi d’attesa, che può essere forte come l’acciaio e molto più leggero, che rende più felici sia gli operai che gli abitanti di un edificio e che, con l’aiuto della tecnologia, sta diventando sempre più efficiente e adattabile. Stiamo parlando del legno!

“È il materiale del futuro”, affermano gli architetti. I suoi sostenitori più accaniti pensano che potrebbe risolvere il sovraffollamento delle città del mondo. Allo stesso tempo il legno è così antico che i teorici del XVIII secolo credevano che Adamo ci avesse costruito la prima casa al di fuori del Giardino dell’Eden.

IL LEGNO: UNA STORIA SECOLARE, NUOVE POSSIBILITÀ

La sua riscoperta, come prodotto da costruzione prefabbricato, ha origine intorno agli anni ’90. In quel periodo la tecnologia digitale stava già facendo sì che il mondo impiegasse meno carta del previsto. Così il governo austriaco finanziò una ricerca di usi alternativi per il legname coltivato nelle sue foreste. Gerhard Schickhofer, un professore di ingegneria, ebbe un’idea che consisteva nel costruire strati di tavole, legarle insieme con colla e comprimerle. Così è nato il compensato, chiamato legno lamellare a strati incrociati (CLT). Forte, rigido e resistente, isola sia il calore che il suono e può essere prefabbricato con alti livelli di qualità e precisione. Può essere utilizzato per fare pavimenti, pareti, scale e sollevare gli alberi, impilando pannelli come una torre insolitamente stabile.

Si tratta di uno di quei prodotti che hanno in comune l’uso di nuove tecnologie per trasformare un materiale naturale in un prodotto industriale.

Oltre ad una storia secolare e una grande riscoperta, il legno stratificato consente di realizzare cantieri più silenziosi, più puliti e con meno scarti di lavorazione, senza il rumore e la polvere di trapani a percussione e delle smerigliatrici. Richiede un quinto delle consegne da camion rispetto a quelle per il calcestruzzo.

COMFORT ASSICURATO CON IL LEGNO IN EDILIZIA

Molti di coloro che utilizzano il legname per realizzare edifici o li vivono affermano che, sebbene siano necessarie ulteriori ricerche sull’argomento, questi ultimi fanno sentire meglio le persone. Riducono lo stress, abbassano la frequenza cardiaca, calmano i bambini nelle aule, migliorano il recupero negli ospedali – tutto ciò sembra intuitivamente probabile. L’atmosfera sana potrebbe, naturalmente, essere generata da tutti i tipi di legname, ma oggi come non mai si possono raggiungere altissimi livelli di qualità per strutture grandi ed efficienti.

La rivoluzione del costruito è in corso e noi di House Natural siamo in prima linea, scopri la nostra divisione House Wood, da noi il legno è di casa.

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I migliori legnami per la costruzione di una casa

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Abbiamo già elencato brevemente, altrove, le caratteristiche principali che un buon legno da costruzione deve possedere. Così facendo, abbiamo ristretto il campo delle essenze lignee a quelle espressamente consigliate per un utilizzo in campo edilizio. Ora, nelle righe che seguono andremo a elencare le principali tra queste: ovvero le più utilizzate e quelle maggiormente considerate, sia in termini di funzionalità che di pregio.

A dimostrazione che il mercato delle case ecologiche è non solo in grande espansione, ma anche sufficientemente vario e vasto da assecondare gusti e inclinazioni di una vasta congerie di potenziali acquirenti.

 

Le conifere

L’Europa è ricchissima di boschi di conifere, a ogni latitudine e longitudine. Di conseguenza, l’utilizzo di queste specie di alberi per la costruzione di abitazioni e case ecologiche è prassi ben consolidata. Non a caso si tratta, quasi sempre, di essenze lignee in grado di combinare in maniera adeguata proprietà strutturali (resistenza, durezza, indeformabilità leggerezza) e isolanti (per quanto riguarda calore, umidità, rumori). Inoltre, quasi tutti mostrano delle non trascurabili doti di resilienza rispetto ai trattamenti tipici cui viene sottoposto abitualmente il legname.

Tra le specie più utilizzate, troviamo

  • Abete bianco
  • Abete rosso
  • Pino
  • Larice

Le latifoglie

L’alternativa più credibile è data dalle latifoglie, famiglia di alberi a fusto generalmente lungo e robusto, non così diffusa nel Vecchio Continente come le conifere ma altrettanto efficace per quanto riguarda il suo utilizzo in ambito architettonico e per la realizzazione di case ecologiche.

Le specie di latifoglie maggiormente impiegate sono le seguenti.

  • Quercia
  • Frassino
  • Pino
  • Castagno

Due variabili americane e un’utopia africana

Pur presentando contesti climatici sufficientemente simili (sia detto, ovviamente, con una buona dose di approssimazione), l’ecosistema dei boschi dell’America del Nord è popolato di specie di alberi non presenti (se non sotto forma di coltivazioni specifiche “d’importazione”) in Europa. Il legno di alcune di queste si è rivelato già da tempo un eccellente materiale da costruzione.

Tra le conifere, spicca l’abete di Douglas, o douglasia, detto anche pino dell’Oregon. Come indica il nome, cresce prevalentemente nei boschi adiacenti alla costa ovest degli Stati Uniti e del Canada, e può vantare eccellenti proprietà meccaniche e isolanti a 360°. Non a caso, è uno degli alberi che più alimenta il lavoro delle segherie degli stati del nord degli USA, soprattutto da qualche anno a questa parte: da quando, cioè, il trend delle case ecologiche si è affermato anche in una delle nazioni più problematiche dal punto di vista dello sviluppo sostenibile.

Tra le latifoglie, invece, va segnalata l’acacia, o robinia. Non si tratta di una novità assoluta per quanto riguarda l’Europa: vi arrivò, infatti, già nel 1601, anno in cui un esemplare venne piantato a Parigi. Quell’esemplare esiste tuttora, e oggi è l’albero più antico della capitale francese. Tuttavia, il suo impiego come legno da costruzione è prassi più americana che europea: in particolare, sono gli stati del Midwest e delle Great Plains a farne un uso pressoché sistematico.

Segnaliamo inoltre che, dati meccanici alla mano, il legno ideale per qualsiasi tipo di costruzione sarebbe l’ebano, essenza proveniente dal cuore dell’Africa (Madagascar, Tanzania, Repubblica Democratica del Congo e Kenya tra i principali produttori), tra le più dure e resistenti presenti in natura. Purtroppo, il suo status di legno di pregio e la severa regolamentazione dei quantitativi immessi in commercio rendono il suo impiego in edilizia del tutto insostenibile, sia sul piano economico che per quanto riguarda la reperibilità della materia prima.

Se desiderate conoscere ulteriori dettagli in merito alle migliori essenze lignee utilizzate in bioedilizia, rivolgetevi a HouseNatural, la realtà imprenditoriale italiana più evoluta e ricettiva per quanto riguarda la progettazione e la realizzazione di case ecologiche.

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casa in legno housewood

Legnami da costruzione: design e caratteristiche

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“Il legno è materia nobile e strana, non è più terra e carne non è ancora; è come il latte che non è
sangue ma è già più che acqua” Luigi Santucci, 1969.
Partiamo così, con una citazione che ha del poetico e che con tutte le probabilità, non può che
confonderci le idee se non siamo esperti del settore.
Soprattutto se la finalità dell’articolo sta nel cercare di giungere insieme a stilare un quadro quanto
più schematico del legno per costruzioni (travi, pilastri, infissi, ecc.) tra design e caratteristiche.
Facciamo questo perché l’identificazione di un campione di legno è un’operazione tutt’altro che
semplice, infatti, anche l’esperienza tecnica generalmente non basta e occorre la valutazione
attraverso il microscopio, soprattutto se si ha a che fare con specie lignee importate da aree
climatiche temperate o tropicali di altri continenti.

Se siete appassionati di quest’affascinante materiale o esperti di botanica, scrollate pure; altrimenti,
una piccola breve premessa.
Quando pensate a una casa in legno vi appare una un’immagine semplice, standard, neutra di un
edificio di colore marroncino, omogeneo, assimilabile a una baita di montagna?
Se sì. Siamo qui a dirvi che c’è qualcosa di più (e forse riaffioreranno ricordi dei banchi scuola).

Generalmente possiamo dividere le piante di derivazione del legname da costruzione in due classi
principali:
latifoglie (foglie a lamina larga o espansa): ci troviamo all’interno della categoria delle
angiosperme dicotiledoni alla quale appartengono ad esempio le querce, i faggi e i pioppi.
conifere (foglia affusolata e appuntita): siamo tra le gimnosperme aghifoglie, comunemente anche
definite resinose, come i pini, gli abeti e i larici.

Scendendo più in profondità, nello specifico, possiamo distinguere tra legni duri, resinosi, bianchi
(o dolci) e pregiati (o di importazione).
Qui sotto elencate alcune specie con le principali caratteristiche e usi di design interno ed esterno
(quest’ultimo vede il pino e l’abete tra i principali legnami usati per le pareti, ma per le tecnologie
progettuali ci ritorneremo più avanti).

Legni Duri

Rovere: quello che vediamo nelle traversine ferroviarie. Lavorazione agevole, aspetto gradevole e
diametro di circa 1 metro.
Farnia: diametro simile al Rovere. Usato nell’edilizia navale. Ottimale per travi, serramenti, mobili
ed arredamento.
Olmo: pavimenti in listoni, mobili e arredamento. Lavorazione semplice.
Noce: legname molto pregiato e colore scuro. Sia mobili che elementi massicci.
Castagno: la durata nel tempo è il fattore caratterizzante. Usato per infissi, arredamento e
rivestimenti.
Faggio: si ritrova oltre che nei mobili anche nei pavimenti. Attenzione al tarlo.
Frassino: colore giallo roseo, resistente e perfetto per l’arredamento.

Legni Resinosi

Pino: diverse specie utilizzabili. Tra falegnameria, cantieri navali ed edilizia si caratterizza per la
significativa resistenza.
Larice: di aspetto rossiccio e di lunga durata. Usato per serramenti, rivestimenti e pavimenti.
Abete rosso: la facile lavorazione lo rende il più diffuso per tetti, solai, impalcature e casserature per
calcestruzzo.
Cipresso: utilizzato per scale e arredamento, duro e resistente agli attacchi dei parassiti.

Legni Bianchi

Carpino Bianco: si ritrova nelle pavimentazioni ma di lavorazione non molto semplice.
Acero: poche difficoltà di lavorazione rispetto al precedente ma usi similari.

La nostra “uscita” tra i boschi e le foreste alla scoperta di cosa ci può offrire la natura si ferma qui.
Vi aspettiamo alla prossima.

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casa in legno

Edilizia in legno, i falsi miti e la rivincita del secondo porcellino.

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Per cercare nuovi stimoli oggi ci muoviamo tra narrativa fiabesca e bioedilizia.
Dov’è il nesso? Vi chiederete se ci hanno hackerato il blog o non sappiamo più di cosa parlare?
Beh, né l’una né l’altra e adesso proviamo a dimostrarvelo.
Pochi minuti di lettura senza impegno, durante una pausa o un caffè tornando per qualche istante un po’ bambini. Ma con un occhio al futuro, visto che vogliamo parlarvi un po’ delle possibilità di un’alternativa eco efficiente all’edilizia tradizionale. Bene, partiamo.

Chissà quante volte durante la vostra infanzia avete letto o ascoltato la ”Favola dei tre porcellini”, radicata nella tradizione fiabesca continentale.
Mai? Nessun problema, per chi non l’avesse mai sentita, qui spoileriamo brevemente la trama per iniziare in modo soft a ragionare sul perché forse dovreste prendere in considerazione l’idea di una casa di legno.
Per non cadere in versioni discordanti, nel rispetto delle English Fairy Tales di Joseph Jacobs del 1890, riprendiamo enciclopedicamente da Wiki:
“La storia inizia con i tre personaggi del titolo che vengono mandati nel mondo dalla loro madre a costruirsi una “casa” (vita). Il più giovane la costruisce con la paglia, ma il lupo la distrugge con un soffio e si mangia il maialino. Il secondo porcellino costruisce la sua casa con assi di legno, ma il risultato non cambia. Il terzo porcellino costruisce una solida casa di mattoni e il lupo non riesce né ad abbatterla né ad ingannare il porcellino con i suoi trucchi. Alla fine il lupo decide di entrare dal camino, ma cade nella pentola d’acqua bollente preparata dal terzo maialino e muore”.
Lo sappiamo. Il riassunto è un po’ freddino, nonostante l’epilogo felice (tranne che per il lupo ovviamente).

Il secondo porcellino, chiaramente legato al tema della sostenibilità energetica tanto da rischiare la propria incolumità, se avesse costruito la sua abitazione oggi, farebbe sicuramente parte del lieto fine.
Infatti l’obiettivo di questa leggera premessa è arrivare a sfatare qualche mito sulle costruzioni in legno che forse è radicato troppo facilmente nell’opinione comune quando si parla di abitazioni.
1) Aumento del rischio incendio
Il sillogismo legna e fuoco appare scontato ma a differenza di materiali come acciaio e cemento, le case in legno bruciano in superficie evitando il collasso su se stesse.
2) Aumento rischio crollo
Il legno aumenta la stabilità in caso di eventi sismici in quanto più flessibile e leggero. La flessibilità è fondamentale. Avete mai visto un video di un terremoto in Giappone?
3) Poco comfort e temperature instabili
Le strutture sono tutt’altro che precarie in ottica di lungo periodo grazie all’uso di specifiche qualità di legno che è il materiale termoisolante per eccellenza (ma sugli isolanti torneremo nello specifico)
4) Abitazioni precarie
Lo sviluppo tecnologico del settore ha fatto sì che, sia dal punto di vista estetico che da quello della stabilità, non ci siano differenze tra le abitazioni, se non la sostenibilità futura e il tempo di costruzione (una casa in legno è per la vita, sempre se si vuole).

Sperando di aver risolto qualche luogo comune, ora, chi ha sempre simpatizzato per il secondo porcellino, sognando di abitare in una calda, sostenibile e sicura casa di legno può prendersi la sua rivincita!

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