Fotovoltaico: come calcolare la potenza in kW da installare

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

Una delle fonti rinnovabili che sta contribuendo maggiormente, in Italia, alla produzione di energia elettrica è sicuramente quella solare. Gli impianti fotovoltaici hanno trovato ampia diffusione sia a livello di abitazioni civili che in attività commerciali e industriali, permettendo soluzioni che garantiscono un maggior benessere all’ambiente e, contemporaneamente, alleggeriscono anche le spese energetiche da sostenere perla fornitura di energia ai fabbricati. Una delle domande che si fanno in molti è quella di capire quale sia la potenza in kW corretta da installare per la propria abitazione o edificio. HouseImpianti, divisione del gruppo HouseNatural, leader da anni nella progettazione e costruzione case e nella realizzazione di impiantistica di vario genere, tramite i suoi esperti vi offre qualche indicazione sul corretto dimensionamento di tali impianti.

 

L’unità di misura del fotovoltaico

Partiamo col dire che per quanto attiene gli impianti fotovoltaici e trattandosi di impianti che trattano energia, l’unità di misura di riferimento è il KiloWatt/ora.

 

Calcolo dei consumi del fotovoltaico

Prima cosa da fare per dimensionare un impianto è verificare la quantità di energia elettrica consumata dalla propria abitazione o edificio. Per fare questo, prendete le bollette riferite agli ultimi 12 mesi e sommate i consumi che sono riportati su di esse. Il totale uscito dividetelo per 365 giorni, e troverete i kW7h che l’edificio consuma giornalmente.

 

Dimensionamento impianto

Una volta trovati i kW/h giornalieri di cui necessita la vostra abitazione, allora è possibile andare a dimensionare l’impianto fotovoltaico. Precisiamo che la convenienza dell’impianto fotovoltaico è quella di consumare l’energia autoprodotta. Produrre energia per cederla alla rete, non utilizzandola direttamente, non ha grossa convenienza, quindi l’indicazione è quella di dimensionare un impianto per i propri consumi. E’ possibile anche installare un impianto fotovoltaico che produce più del proprio fabbisogno, a condizione di avere un accumulatore, che permetta di utilizzare l’energia in un secondo momento, senza cederla alla rete quando ad esempio non siamo in casa.

I costruttori di case e i tecnici specializzati, come quelli di HouseImpianti, sono a vostra completa disposizione per eseguire un’analisi energetica della vostra abitazione o attività commerciale e proporvi la soluzione di fotovoltaico migliore per le singole esigenze.

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

5 idee per la tua casa in legno

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

Come abbiamo già avuto modo di constatare, costruire una villa, una baita, un rifugio o qualsiasi altro tipo di abitazione in legno è un’operazione che richiede in primis il rispetto rigoroso di alcuni parametri di edificazione, i più importanti dei quali riguardano i materiali (e in seconda istanza il loro trattamento).

Pertanto, il primo consiglio che possiamo indirizzare a tutti coloro che vogliono veder realizzato il loro sogno di costruire una villa in legno, è di rivolgersi a ditte specializzate in bioedilizia, aziende che hanno sviluppato una solida esperienza sul campo e conoscenze tecniche a sufficienza per realizzare delle opere in grado di coniugare estetica, funzionalità e sicurezza.

Aziende come HouseNatural, che da anni promuove e pratica edilizia green e architettura sostenibile, a prezzi concorrenziali e utilizzando tecniche e materiali all’avanguardia. Con HouseNatural, il desiderio di costruire una villa ecocompatibile per sé e per i propri cari può divenire realtà in qualsiasi momento.

 

Guizzi di creatività

Ciò non significa che chiunque desideri costruire una villa in legno debba rassegnarsi all’idea di aderire a dei modelli preconfezionati, oppure, nel migliore dei casi, lasciare che a decidere tutto sia l’azienda incaricata della progettazione e della costruzione. Al contrario, tra i vantaggi dell’edilizia sostenibile c’è anche una maggiore flessibilità creativa dal punto di vista del design. Questo significa che molte delle idee del committente potranno trovare una traduzione sia a livello progettuale che sul piano fattivo, e prendere corpo nella realizzazione vera e propria della casa.

Per chi invece di idee è leggermente a corto, c’è sempre il web che fornisce un ampio ventaglio di suggerimenti – o anche semplici suggestioni – su come costruire una villa in legno originale, esteticamente gradevole e soprattutto conforme alla sensibilità e ai desideri di chi dovrà viverci. Il tutto senza sacrificare la funzionalità e l’abitabilità. Nelle righe che seguono ne abbiamo isolate cinque che, riscontri alla mano, si sono rivelate vincenti.

 

5 idee di design

  • Rustico di campagna. Struttura antica e nobile nella sua apparente povertà. Pianta rettangolare o al massimo quadrata, tetto spiovente, non più di due piani. Le soluzioni di design contemporanee riescono a valorizzarne al massimo lo stile, ottimizzando lo spazio all’interno tramite scale a chiocciola e soppalchi.
  • Struttura a parallelepipedo. Ormai diffusissima in Nord Europa e in Canada, sta lentamente prendendo piede anche nei paesi mediterranei. Anche se a prima vista non sembrerebbe, si integra perfettamente in panorami naturalistici. Viene utilizzata soprattutto in contesti boschivi e in prossimità di corsi d’acqua.
  • Una variante di lusso del rustico di campagna. Chi ha intenzione – o il bisogno – di costruire una villa di dimensioni ragguardevoli può ricorrere a questo stile intramontabile, che ammette anche qualche svisata più creativa del normale per quanto riguarda i colori delle pareti esterne.
  • Mini-casa. Agli antipodi rispetto a quanto esposto sopra. Le mini-case sono una realtà diffusissima negli Stati Uniti e in Canada, e in contesti rurali e boschivi vengono utilizzate come punto d’appoggio per famiglie in vacanza. Allargando le maglie del discorso, possono diventare delle eccellenti unità abitative per single o per piccoli nuclei. Requisiti non fondamentali: clima favorevole, dal momento che gli spazi ristretti all’interno indurranno a occupare quelli in esterno più a lungo del normale. Requisiti fondamentali: un bravo designer che studi come ottimizzare ogni singolo centimetro quadrato degli interni. Non sarà un problema trovarne, dato che ormai esistono dei professionisti specializzati nel settore.
  • La variante russo-sovietica del cottage, con maggiore flessibilità per quanto riguarda le dimensioni e una serie più ampia di licenze creative sia per quanto attiene alla forma della pianta che per ciò che concerne la presenza di balconi, verande e finestre panoramiche. La dacia è costruita per proteggere gli abitanti dai gelidi inverni russi, dunque è indicata per zone dalle temperature medie molto basse.
Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

I migliori legnami per la costruzione di una casa

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

Abbiamo già elencato brevemente, altrove, le caratteristiche principali che un buon legno da costruzione deve possedere. Così facendo, abbiamo ristretto il campo delle essenze lignee a quelle espressamente consigliate per un utilizzo in campo edilizio. Ora, nelle righe che seguono andremo a elencare le principali tra queste: ovvero le più utilizzate e quelle maggiormente considerate, sia in termini di funzionalità che di pregio.

A dimostrazione che il mercato delle case ecologiche è non solo in grande espansione, ma anche sufficientemente vario e vasto da assecondare gusti e inclinazioni di una vasta congerie di potenziali acquirenti.

 

Le conifere

L’Europa è ricchissima di boschi di conifere, a ogni latitudine e longitudine. Di conseguenza, l’utilizzo di queste specie di alberi per la costruzione di abitazioni e case ecologiche è prassi ben consolidata. Non a caso si tratta, quasi sempre, di essenze lignee in grado di combinare in maniera adeguata proprietà strutturali (resistenza, durezza, indeformabilità leggerezza) e isolanti (per quanto riguarda calore, umidità, rumori). Inoltre, quasi tutti mostrano delle non trascurabili doti di resilienza rispetto ai trattamenti tipici cui viene sottoposto abitualmente il legname.

Tra le specie più utilizzate, troviamo

  • Abete bianco
  • Abete rosso
  • Pino
  • Larice

Le latifoglie

L’alternativa più credibile è data dalle latifoglie, famiglia di alberi a fusto generalmente lungo e robusto, non così diffusa nel Vecchio Continente come le conifere ma altrettanto efficace per quanto riguarda il suo utilizzo in ambito architettonico e per la realizzazione di case ecologiche.

Le specie di latifoglie maggiormente impiegate sono le seguenti.

  • Quercia
  • Frassino
  • Pino
  • Castagno

Due variabili americane e un’utopia africana

Pur presentando contesti climatici sufficientemente simili (sia detto, ovviamente, con una buona dose di approssimazione), l’ecosistema dei boschi dell’America del Nord è popolato di specie di alberi non presenti (se non sotto forma di coltivazioni specifiche “d’importazione”) in Europa. Il legno di alcune di queste si è rivelato già da tempo un eccellente materiale da costruzione.

Tra le conifere, spicca l’abete di Douglas, o douglasia, detto anche pino dell’Oregon. Come indica il nome, cresce prevalentemente nei boschi adiacenti alla costa ovest degli Stati Uniti e del Canada, e può vantare eccellenti proprietà meccaniche e isolanti a 360°. Non a caso, è uno degli alberi che più alimenta il lavoro delle segherie degli stati del nord degli USA, soprattutto da qualche anno a questa parte: da quando, cioè, il trend delle case ecologiche si è affermato anche in una delle nazioni più problematiche dal punto di vista dello sviluppo sostenibile.

Tra le latifoglie, invece, va segnalata l’acacia, o robinia. Non si tratta di una novità assoluta per quanto riguarda l’Europa: vi arrivò, infatti, già nel 1601, anno in cui un esemplare venne piantato a Parigi. Quell’esemplare esiste tuttora, e oggi è l’albero più antico della capitale francese. Tuttavia, il suo impiego come legno da costruzione è prassi più americana che europea: in particolare, sono gli stati del Midwest e delle Great Plains a farne un uso pressoché sistematico.

Segnaliamo inoltre che, dati meccanici alla mano, il legno ideale per qualsiasi tipo di costruzione sarebbe l’ebano, essenza proveniente dal cuore dell’Africa (Madagascar, Tanzania, Repubblica Democratica del Congo e Kenya tra i principali produttori), tra le più dure e resistenti presenti in natura. Purtroppo, il suo status di legno di pregio e la severa regolamentazione dei quantitativi immessi in commercio rendono il suo impiego in edilizia del tutto insostenibile, sia sul piano economico che per quanto riguarda la reperibilità della materia prima.

Se desiderate conoscere ulteriori dettagli in merito alle migliori essenze lignee utilizzate in bioedilizia, rivolgetevi a HouseNatural, la realtà imprenditoriale italiana più evoluta e ricettiva per quanto riguarda la progettazione e la realizzazione di case ecologiche.

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

Consigli e suggerimenti per progettare una casa in classe A

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

Progettare una casa da zero potrebbe sembrare una soluzione semplice, ma comporta una serie di scelte, in molti casi complesse, che vanno ponderate con attenzione. Uno dei vari fattori importanti di scelta è quello della classe energetica di cui si vuole dotare il nuovo fabbricato. Esistono diverse classi che vanno da quella migliore A+++ fino alla peggiore D, la scelta va a incidere soprattutto sui costi finali dell’opera da realizzare.

Proprio per questo oggi andremo a vedere qualche suggerimento e consiglio utile sulla classe di risparmio energetico da scegliere, fornendovi un’indicazione su quale potrebbe essere il costo di costruzione di una casa in classe A, prendendo come riferimento una soluzione media fra tutte quelle varie classi disponibili.

 

La classe energetica A presenta buoni fattori di resistenza, che vi porteranno ad avere un edificio con poca dispersione di calore durante l’inverno e che garantisce una temperatura costante, non elevata, durante l’estate. Per questo motivo il consumo di corrente elettrica sarà molto ridotto, poiché sarà più semplice riscaldare o raffrescare gli appartamenti.

La decisione va quindi vagliata al meglio, tenendo presente i costi da affrontare, ma senza sottovalutare i benefici economici e di benessere fisico che tali soluzioni permettono di avere. Prendiamo a riferimento un appartamento di media superficie (circa 100 mq), fornendo una stima approssimativa di costi e benefici, anche se ogni edificio può rappresentare una casistica a se stante. Per questa tipologia scelta, il costo di costruzione per una casa di classe A sarà superiore, dal 10 al 20% del costo totale. Passiamo quindi ad analizzare i benefici, per prima cosa dobbiamo tenere in considerazione il risparmio economico, derivante dall’abbassamento delle bollette per il riscaldamento invernale. Prendendo, sempre come riferimento, una casa di medie dimensioni, abbiamo dei consumi di combustibile tradizionale di circa 16,00  €/m2 annui, mentre per la casa di classe A offre un costo di 3,00 €/m2 annui;

Ciò significa che ogni anno si risparmiano sui costi di riscaldamento circa € 1.300,00, e il surplus di costo di costruzione di una casa di classe A potrà quindi essere ammortizzato in una tempistica variabile dai 10 ai 15 anni. Per avere maggiori dettagli sulle soluzioni di risparmio energetico della vostra casa, affidatevi a HouseNatural che mette a disposizione tecnici specializzati in grado di consigliarvi al meglio sulla progettazione, costruzione e manutenzione della vostra prossima abitazione.

 

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

Quali caratteristiche deve avere un buon legno da costruzione

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

È ormai noto a tutti come il legno abbia recuperato consistenti fette di mercato nel settore dei materiali da costruzione. La diffusione (che ormai possiamo rubricare come capillare) della bioedilizia e una crescente sensibilità ecologica hanno di fatto riscritto le regole d’ingaggio – ma anche l’impianto normativo, almeno all’interno dell’Unione Europea – su come costruire una casa che rispetti l’ambiente e che abbia un approccio sostenibile.

Tuttavia, il discorso sui materiali non va né trascurato, né tenuto in subordine rispetto ad altri. Ci sono delle regole ben precise su come costruire una casa in legno ed esse hanno pari dignità (e forse un’importanza persino maggiore) rispetto ad altri parametri di riferimento (in primis, ovviamente, costi, consumi e sicurezza).

Il legno strutturale

Il legname da costruzione è conosciuto anche come legno strutturale, ed è caratterizzato da caratteristiche fisiche e meccaniche ben precise. Tali parametri sono stati fissati con precisione anche a livello normativo e sono sottoposti a rigidi controlli preliminari, in modo tale da garantire la massima sicurezza sia per chi costruisce che per coloro che, a costruzione ultimata, vi andranno ad abitare.

Ne consegue che tutte le aziende impegnate nella bioedilizia sono tenute a tenere in seria considerazione questi precetti – oltre ad altri, sempre in merito a come costruire una casa di legno – e ad attenervisi con rigore.

 

Parametri di riferimento

  • Resistenza meccanica e stabilità. Il legname adoperato deve essere certificato come resistente a sollecitazioni, pressioni e urti. Al tempo stesso, deve assicurare una adeguata tenuta strutturale (leggi: capacità di reggere il peso della casa nella sua totalità, inclusi gli arredamenti e le finiture) a costruzione ultimata.
  • Proprietà ignifughe. Debitamente trattato, il legno è un conduttore di fuoco e calore molto meno attivo di quanto comunemente si pensi. Al contrario, alcune specie di legno trattengono il calore e – a causa della loro densità – bruciano molto lentamente. In caso di incendio, ciò assicura una sostanziosa tenuta strutturale (riduzione del rischio di crolli), utile a ricavare il tempo necessario a individuare una via di fuga e abbandonare l’edificio.
  • Salubrità. Il legno è il materiale ecologico per antonomasia, tuttavia qualsiasi manualistica su come costruire una casa utilizzando tale materia prima indica come alcune essenze lignee possiedano, al loro interno, residui resinosi e altre sostanze potenzialmente tossiche per l’uomo. Va da sé che tali legni non possono essere presi in considerazione in campo edilizio.
  • Rispetto al mattone, il legno è generalmente più leggero e maneggevole. Pertanto, meno incline a divenire causa di infortuni sul lavoro per gli operai di cantiere, o in ambito domestico per gli inquilini della casa. I legnami che riescono a equilibrare proprietà meccaniche e leggerezza strutturale sono i migliori da questo punto di vista.
  • Isolamento termico. Sotto questo punto di vista, esistono pochi materiali come il legno. Ovviamente, anche in questo caso ci sono essenze più o meno performanti. Nella fattispecie, la scelta dovrà essere in base alla collocazione geografica dell’edificio: se questo si trova in una zona sottoposta a violente escursioni termiche, sarà opportuno scegliere un materiale dalle forti proprietà isolanti. Altrimenti, potrà andare bene anche un’essenza dai valori medi sotto questo aspetto.
  • Isolamento acustico. Vale più o meno lo stesso discorso fatto per l’isolamento termico, parametro con il quale si può facilmente interagire. Esempio: una zona di montagna necessiterà di un isolamento acustico relativo, pertanto il costruttore potrà tenere in secondo piano questo parametro a vantaggio di essenze lignee con forti proprietà isolanti dal punto di vista termico.

Se desideri conoscere nel dettaglio i segreti su come costruire una casa in legno che sia al tempo stesso accogliente e sicura, e per farlo intendi avvalerti dei migliori materiali disponibili sul mercato, rivolgiti a HouseNatural, i migliori esperti in bioedilizia e architettura sostenibile.

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

Quanto costa costruire un’abitazione in classe A?

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

I criteri di efficienza energetica sono orami entrati a far parte dell’ambito edilizio: infatti ora non solo elettrodomestici e impianti di climatizzazione e riscaldamento sono suddivisi in classi energetiche, ma anche le abitazioni e gli edifici in generale, in base a criteri che vanno dal massimo risparmio di energia – la classe A – alla più elevata dispersione – la classe G.

Le classi energetiche sono stilate in base al consumo annuo di elettricità, carburante e gas, e oggi costituiscono un’ulteriore discriminante sul prezzo di costruzione e di vendita di un’abitazione.

Compito di questo articolo sarà quindi determinare, in modo approssimativo, i costi derivata dal costruire in classe energetica A, cercando di dare una stima in base a diverse tipologie di variabili che entrano in gioco all’atto di costruzione della casa.

Base di partenza: 100 mq di appartamento

Per raggiungere il nostro scopo, prendiamo ad esempio un’abitazione da costruire di 100 metri quadri.

Di norma, sommando il prezzo del terreno edificabile e il costo della costruzione al metro quadro in un quartiere residenziale medio, la cifra di partenza è di circa 140.000 euro.

Cappotti termici, impianti di riscaldamento e infissi ad alto potenziale isolante

A tale somma andranno a sommarsi i costi per l’isolamento esterno, applicando cappotti termici esterni e membrane alle pareti e sotto alle pavimentazioni.

Va poi aggiunto l’impianto di infissi ad elevata efficienza energetica, disponibili in materiali quali PVC, legno, alluminio, e la versione combinata legno-alluminio.

Infine andiamo a sommare i costi derivati dall’installazione di pompe di calore, climatizzatori e di caldaie a condensazione; tutti dispositivi che permettono il massimo dell’efficienza energetica, che è appunto l’obiettivo di partenza di un’abitazione appartenente alla classe A.

Si stima che il costo finale di tutte queste operazioni è di circa 21.000 euro, andando così a totalizzare la somma di 161.000 euro.

Ovviamente la nostra è una stima; per conoscere nel dettaglio i costi per costruire in classe A, è bene affidarsi a ditte edili competente come Housenatural, che da anni propone soluzioni abitative alla portata di tutti.

Una scelta che verrà ammortizzata in tempi ragionevoli

Se la cifra finale può spaventare, va comunque sottolineato che per l’efficienza energetica lo Stato mette a disposizione bonus fiscali di detrazione che arrivano fino al 50% dell’importo totale, che si spalmeranno nell’arco di 10 anni.

Inoltre l’elevata efficienza garantita dalla classe A permette ogni anno di risparmiare direttamente sui costi della bolletta energetica, grazie alla tenuta degli isolanti e degli infissi, oltre che al risparmio del 35% garantito da una caldaia a condensazione.

Infine i moderni climatizzatori permettono di risparmiare sul costo del combustibile per riscaldamento in virtù della possibilità di sfruttare la pompa di calore in inverno. Una scelta che consente quindi un ulteriore risparmio.

 

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

Costruire una casa in legno: quanto tempo serve?

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

Costruire una casa che rispecchi pienamente i propri gusti e le proprie esigenze è per molte persone il coronamento di un sogno. Spesso però questo sogno viene ostacolato non solo dai costi di realizzazione, ma anche dall’ansia di dover seguire per mesi e mesi lo svolgimento dei lavori e gli inevitabili imprevisti. L’edilizia tradizionale, infatti, in molti casi comporta ritardi nei tempi di consegna a causa di condizioni metereologiche avverse, problemi in fase di realizzazione e scarsa coordinazione tra le imprese che lavorano in cantiere.

Tra i più grandi vantaggi delle costruzioni in legno c’è proprio la possibilità di costruire casa da zero in tempi sicuri e decisamente più brevi rispetto all’edilizia “classica”; vediamo insieme quali sono i principali aspetti da tenere in considerazione per quanto riguarda la durata dei lavori.

Il montaggio della struttura

Una delle differenze più evidenti tra una casa in legno e una in muratura consiste nella tecnica di costruzione della struttura portante. Infatti nel caso di un edificio in legno la maggior parte delle lavorazioni viene eseguita in azienda, senza essere influenzata dalle condizioni meteo; la struttura arriva quindi in cantiere già pronta per essere installata.

Inoltre non occorre attendere i classici tempi di asciugatura del calcestruzzo, un vantaggio notevole che permette di risparmiare tempo e di procedere rapidamente alle successive fasi di lavorazione. Ciò è reso possibile dalla tecnica di montaggio a secco tipica dell’edilizia in legno.

Finiture e personalizzazioni

Nonostante pareti, solai e coperture vengano montati nel giro di pochi giorni occorreranno comunque da 3 a 6 mesi per completare le finiture. Tutto dipende naturalmente dal tipo di lavorazioni richieste dal cliente: una casa scelta su catalogo richiederà meno tempo rispetto a una casa completamente personalizzata, ma il risultato vale sicuramente un’attesa un po’ più lunga.

L’importanza della progettazione

Da tutto ciò risulta evidente l’estrema importanza della fase iniziale di progettazione: ogni dettaglio deve essere stabilito con la massima cura e i lavori devono essere coordinati con precisione per ottimizzare al massimo i tempi. Ecco perché è fondamentale affidarsi a dei professionisti del settore come Housewood, un’impresa di Colle di Val D’Elsa che consente di costruire casa da zero in tempi brevi e rispettando pienamente i criteri della bioedilizia e del risparmio energetico.

Insomma, non ci sono più scuse: una moderna casa in legno è davvero la soluzione migliore per trasformare i tuoi sogni in realtà!

 

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.
costruzioni in legno

Green building: le tecnologie più diffuse per l’edilizia in legno

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

Incuriosito dalle evoluzioni del green buiding?
Eccoti qui una piccola guida per orientarti tra i sistemi costruttivi più diffusi per realizzare immobili
ecosostenibili.

Prima di tutto occorre sapere che ogni struttura in legno, qualsiasi uso se ne voglia fare, si
caratterizza e si distingue in base ai prodotti usati per la struttura portante delle pareti. Quindi,
subito arriviamo a una suddivisione sulle costruizioni bio: leggere e massicce.
Nel primo caso, per le leggere, l’isolamento e la struttura portante le ritroviamo sullo stesso piano
mentre per quelle massicce, queste rimangono distaccate (solitamente costituite da legname di
conifere avendo una massa più elevata, riescono a immagazzinare maggiore energia).

Prima di fare una passo avanti, una nota comune che può essere fondamentale: indipendentemente
dalla scelta, in entrambi i modelli è possibile scegliere e generare il rivestimento interno e le
facciate esterne.
Speriamo di non avervi spaventato con questi tecnicismi, perché dobbiamo andare nuovamente a
grattare la superficie dell’immenso campo dell’ingegneria (bio)edile. Scopriamo così che,
generalmente, il complesso portante può essere formato da elementi di tipo piano di grandi
dimensioni, nel caso di strutture massicce, o da elementi di tipo lineare con pannellatura sottile, per
le leggere.

Nella bioedilizia sono tre i sistemi costruttivi maggiormente utilizzati:
– xlam
Parliamo di pannelli multistrato che hanno funzione portante e solitamente polivalenti in quanto
vengono utilizzati per realizzare pareti, solai e coperture, con lo spessore che può variare in base
alle stime e le analisi degli esperti. La struttura a lamelle incrociate realizzate con materiali di
elevata qualità e incollate in modo duraturo garantisce un’assoluta stabilità e solidità dimensionale e
un’eccellente rigidità degli elementi.
– telaio
Si tratta di un sistema ampiamente consolidato che prevede la realizzazione della struttura mediante
un sistema a traliccio basato su travi (massiccio o lamellare). I vuoti vengono riempiti con isolante
(solitamente fibra di legno o lana di roccia) e il tutto viene chiuso da pannelli in legno truciolare o
multistrato. L’interno viene finito a cartongesso o fermacell, mentre all’esterno si si può trovare un
isolamento a cappotto intonacato (di materiale e spessore variabile).
– blockbau
Di origine antichissima e diffuso in gran parte del globo è un tipo di costruzione nel quale le travi
vengono sovrapposte orizzontalmente per formare le pareti garantendo un’ottimale risposta a eventi
sismici. Negli angoli vengono intagliate ed incastrate l’una con l’altra. Esistono varie forme e
tecniche esecutive di incastri ad angolo nelle diverse aree geografiche. Quello a mezzo legno con
asportazione di materiale da un solo lato è il più semplice e primitivo, che risale addirittura all’età
del bronzo.

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.
casa in legno housewood

Legnami da costruzione: design e caratteristiche

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

“Il legno è materia nobile e strana, non è più terra e carne non è ancora; è come il latte che non è
sangue ma è già più che acqua” Luigi Santucci, 1969.
Partiamo così, con una citazione che ha del poetico e che con tutte le probabilità, non può che
confonderci le idee se non siamo esperti del settore.
Soprattutto se la finalità dell’articolo sta nel cercare di giungere insieme a stilare un quadro quanto
più schematico del legno per costruzioni (travi, pilastri, infissi, ecc.) tra design e caratteristiche.
Facciamo questo perché l’identificazione di un campione di legno è un’operazione tutt’altro che
semplice, infatti, anche l’esperienza tecnica generalmente non basta e occorre la valutazione
attraverso il microscopio, soprattutto se si ha a che fare con specie lignee importate da aree
climatiche temperate o tropicali di altri continenti.

Se siete appassionati di quest’affascinante materiale o esperti di botanica, scrollate pure; altrimenti,
una piccola breve premessa.
Quando pensate a una casa in legno vi appare una un’immagine semplice, standard, neutra di un
edificio di colore marroncino, omogeneo, assimilabile a una baita di montagna?
Se sì. Siamo qui a dirvi che c’è qualcosa di più (e forse riaffioreranno ricordi dei banchi scuola).

Generalmente possiamo dividere le piante di derivazione del legname da costruzione in due classi
principali:
latifoglie (foglie a lamina larga o espansa): ci troviamo all’interno della categoria delle
angiosperme dicotiledoni alla quale appartengono ad esempio le querce, i faggi e i pioppi.
conifere (foglia affusolata e appuntita): siamo tra le gimnosperme aghifoglie, comunemente anche
definite resinose, come i pini, gli abeti e i larici.

Scendendo più in profondità, nello specifico, possiamo distinguere tra legni duri, resinosi, bianchi
(o dolci) e pregiati (o di importazione).
Qui sotto elencate alcune specie con le principali caratteristiche e usi di design interno ed esterno
(quest’ultimo vede il pino e l’abete tra i principali legnami usati per le pareti, ma per le tecnologie
progettuali ci ritorneremo più avanti).

Legni Duri

Rovere: quello che vediamo nelle traversine ferroviarie. Lavorazione agevole, aspetto gradevole e
diametro di circa 1 metro.
Farnia: diametro simile al Rovere. Usato nell’edilizia navale. Ottimale per travi, serramenti, mobili
ed arredamento.
Olmo: pavimenti in listoni, mobili e arredamento. Lavorazione semplice.
Noce: legname molto pregiato e colore scuro. Sia mobili che elementi massicci.
Castagno: la durata nel tempo è il fattore caratterizzante. Usato per infissi, arredamento e
rivestimenti.
Faggio: si ritrova oltre che nei mobili anche nei pavimenti. Attenzione al tarlo.
Frassino: colore giallo roseo, resistente e perfetto per l’arredamento.

Legni Resinosi

Pino: diverse specie utilizzabili. Tra falegnameria, cantieri navali ed edilizia si caratterizza per la
significativa resistenza.
Larice: di aspetto rossiccio e di lunga durata. Usato per serramenti, rivestimenti e pavimenti.
Abete rosso: la facile lavorazione lo rende il più diffuso per tetti, solai, impalcature e casserature per
calcestruzzo.
Cipresso: utilizzato per scale e arredamento, duro e resistente agli attacchi dei parassiti.

Legni Bianchi

Carpino Bianco: si ritrova nelle pavimentazioni ma di lavorazione non molto semplice.
Acero: poche difficoltà di lavorazione rispetto al precedente ma usi similari.

La nostra “uscita” tra i boschi e le foreste alla scoperta di cosa ci può offrire la natura si ferma qui.
Vi aspettiamo alla prossima.

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.
casa in legno

Edilizia in legno, i falsi miti e la rivincita del secondo porcellino.

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

Per cercare nuovi stimoli oggi ci muoviamo tra narrativa fiabesca e bioedilizia.
Dov’è il nesso? Vi chiederete se ci hanno hackerato il blog o non sappiamo più di cosa parlare?
Beh, né l’una né l’altra e adesso proviamo a dimostrarvelo.
Pochi minuti di lettura senza impegno, durante una pausa o un caffè tornando per qualche istante un po’ bambini. Ma con un occhio al futuro, visto che vogliamo parlarvi un po’ delle possibilità di un’alternativa eco efficiente all’edilizia tradizionale. Bene, partiamo.

Chissà quante volte durante la vostra infanzia avete letto o ascoltato la ”Favola dei tre porcellini”, radicata nella tradizione fiabesca continentale.
Mai? Nessun problema, per chi non l’avesse mai sentita, qui spoileriamo brevemente la trama per iniziare in modo soft a ragionare sul perché forse dovreste prendere in considerazione l’idea di una casa di legno.
Per non cadere in versioni discordanti, nel rispetto delle English Fairy Tales di Joseph Jacobs del 1890, riprendiamo enciclopedicamente da Wiki:
“La storia inizia con i tre personaggi del titolo che vengono mandati nel mondo dalla loro madre a costruirsi una “casa” (vita). Il più giovane la costruisce con la paglia, ma il lupo la distrugge con un soffio e si mangia il maialino. Il secondo porcellino costruisce la sua casa con assi di legno, ma il risultato non cambia. Il terzo porcellino costruisce una solida casa di mattoni e il lupo non riesce né ad abbatterla né ad ingannare il porcellino con i suoi trucchi. Alla fine il lupo decide di entrare dal camino, ma cade nella pentola d’acqua bollente preparata dal terzo maialino e muore”.
Lo sappiamo. Il riassunto è un po’ freddino, nonostante l’epilogo felice (tranne che per il lupo ovviamente).

Il secondo porcellino, chiaramente legato al tema della sostenibilità energetica tanto da rischiare la propria incolumità, se avesse costruito la sua abitazione oggi, farebbe sicuramente parte del lieto fine.
Infatti l’obiettivo di questa leggera premessa è arrivare a sfatare qualche mito sulle costruzioni in legno che forse è radicato troppo facilmente nell’opinione comune quando si parla di abitazioni.
1) Aumento del rischio incendio
Il sillogismo legna e fuoco appare scontato ma a differenza di materiali come acciaio e cemento, le case in legno bruciano in superficie evitando il collasso su se stesse.
2) Aumento rischio crollo
Il legno aumenta la stabilità in caso di eventi sismici in quanto più flessibile e leggero. La flessibilità è fondamentale. Avete mai visto un video di un terremoto in Giappone?
3) Poco comfort e temperature instabili
Le strutture sono tutt’altro che precarie in ottica di lungo periodo grazie all’uso di specifiche qualità di legno che è il materiale termoisolante per eccellenza (ma sugli isolanti torneremo nello specifico)
4) Abitazioni precarie
Lo sviluppo tecnologico del settore ha fatto sì che, sia dal punto di vista estetico che da quello della stabilità, non ci siano differenze tra le abitazioni, se non la sostenibilità futura e il tempo di costruzione (una casa in legno è per la vita, sempre se si vuole).

Sperando di aver risolto qualche luogo comune, ora, chi ha sempre simpatizzato per il secondo porcellino, sognando di abitare in una calda, sostenibile e sicura casa di legno può prendersi la sua rivincita!

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.