Legnami da costruzione: design e caratteristiche

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“Il legno è materia nobile e strana, non è più terra e carne non è ancora; è come il latte che non è
sangue ma è già più che acqua” Luigi Santucci, 1969.
Partiamo così, con una citazione che ha del poetico e che con tutte le probabilità, non può che
confonderci le idee se non siamo esperti del settore.
Soprattutto se la finalità dell’articolo sta nel cercare di giungere insieme a stilare un quadro quanto
più schematico del legno per costruzioni (travi, pilastri, infissi, ecc.) tra design e caratteristiche.
Facciamo questo perché l’identificazione di un campione di legno è un’operazione tutt’altro che
semplice, infatti, anche l’esperienza tecnica generalmente non basta e occorre la valutazione
attraverso il microscopio, soprattutto se si ha a che fare con specie lignee importate da aree
climatiche temperate o tropicali di altri continenti.

Se siete appassionati di quest’affascinante materiale o esperti di botanica, scrollate pure; altrimenti,
una piccola breve premessa.
Quando pensate a una casa in legno vi appare una un’immagine semplice, standard, neutra di un
edificio di colore marroncino, omogeneo, assimilabile a una baita di montagna?
Se sì. Siamo qui a dirvi che c’è qualcosa di più (e forse riaffioreranno ricordi dei banchi scuola).

Generalmente possiamo dividere le piante di derivazione del legname da costruzione in due classi
principali:
latifoglie (foglie a lamina larga o espansa): ci troviamo all’interno della categoria delle
angiosperme dicotiledoni alla quale appartengono ad esempio le querce, i faggi e i pioppi.
conifere (foglia affusolata e appuntita): siamo tra le gimnosperme aghifoglie, comunemente anche
definite resinose, come i pini, gli abeti e i larici.

Scendendo più in profondità, nello specifico, possiamo distinguere tra legni duri, resinosi, bianchi
(o dolci) e pregiati (o di importazione).
Qui sotto elencate alcune specie con le principali caratteristiche e usi di design interno ed esterno
(quest’ultimo vede il pino e l’abete tra i principali legnami usati per le pareti, ma per le tecnologie
progettuali ci ritorneremo più avanti).

Legni Duri

Rovere: quello che vediamo nelle traversine ferroviarie. Lavorazione agevole, aspetto gradevole e
diametro di circa 1 metro.
Farnia: diametro simile al Rovere. Usato nell’edilizia navale. Ottimale per travi, serramenti, mobili
ed arredamento.
Olmo: pavimenti in listoni, mobili e arredamento. Lavorazione semplice.
Noce: legname molto pregiato e colore scuro. Sia mobili che elementi massicci.
Castagno: la durata nel tempo è il fattore caratterizzante. Usato per infissi, arredamento e
rivestimenti.
Faggio: si ritrova oltre che nei mobili anche nei pavimenti. Attenzione al tarlo.
Frassino: colore giallo roseo, resistente e perfetto per l’arredamento.

Legni Resinosi

Pino: diverse specie utilizzabili. Tra falegnameria, cantieri navali ed edilizia si caratterizza per la
significativa resistenza.
Larice: di aspetto rossiccio e di lunga durata. Usato per serramenti, rivestimenti e pavimenti.
Abete rosso: la facile lavorazione lo rende il più diffuso per tetti, solai, impalcature e casserature per
calcestruzzo.
Cipresso: utilizzato per scale e arredamento, duro e resistente agli attacchi dei parassiti.

Legni Bianchi

Carpino Bianco: si ritrova nelle pavimentazioni ma di lavorazione non molto semplice.
Acero: poche difficoltà di lavorazione rispetto al precedente ma usi similari.

La nostra “uscita” tra i boschi e le foreste alla scoperta di cosa ci può offrire la natura si ferma qui.
Vi aspettiamo alla prossima.

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