Edilizia in legno, i falsi miti e la rivincita del secondo porcellino.

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.

Per cercare nuovi stimoli oggi ci muoviamo tra narrativa fiabesca e bioedilizia.
Dov’è il nesso? Vi chiederete se ci hanno hackerato il blog o non sappiamo più di cosa parlare?
Beh, né l’una né l’altra e adesso proviamo a dimostrarvelo.
Pochi minuti di lettura senza impegno, durante una pausa o un caffè tornando per qualche istante un po’ bambini. Ma con un occhio al futuro, visto che vogliamo parlarvi un po’ delle possibilità di un’alternativa eco efficiente all’edilizia tradizionale. Bene, partiamo.

Chissà quante volte durante la vostra infanzia avete letto o ascoltato la ”Favola dei tre porcellini”, radicata nella tradizione fiabesca continentale.
Mai? Nessun problema, per chi non l’avesse mai sentita, qui spoileriamo brevemente la trama per iniziare in modo soft a ragionare sul perché forse dovreste prendere in considerazione l’idea di una casa di legno.
Per non cadere in versioni discordanti, nel rispetto delle English Fairy Tales di Joseph Jacobs del 1890, riprendiamo enciclopedicamente da Wiki:
“La storia inizia con i tre personaggi del titolo che vengono mandati nel mondo dalla loro madre a costruirsi una “casa” (vita). Il più giovane la costruisce con la paglia, ma il lupo la distrugge con un soffio e si mangia il maialino. Il secondo porcellino costruisce la sua casa con assi di legno, ma il risultato non cambia. Il terzo porcellino costruisce una solida casa di mattoni e il lupo non riesce né ad abbatterla né ad ingannare il porcellino con i suoi trucchi. Alla fine il lupo decide di entrare dal camino, ma cade nella pentola d’acqua bollente preparata dal terzo maialino e muore”.
Lo sappiamo. Il riassunto è un po’ freddino, nonostante l’epilogo felice (tranne che per il lupo ovviamente).

Il secondo porcellino, chiaramente legato al tema della sostenibilità energetica tanto da rischiare la propria incolumità, se avesse costruito la sua abitazione oggi, farebbe sicuramente parte del lieto fine.
Infatti l’obiettivo di questa leggera premessa è arrivare a sfatare qualche mito sulle costruzioni in legno che forse è radicato troppo facilmente nell’opinione comune quando si parla di abitazioni.
1) Aumento del rischio incendio
Il sillogismo legna e fuoco appare scontato ma a differenza di materiali come acciaio e cemento, le case in legno bruciano in superficie evitando il collasso su se stesse.
2) Aumento rischio crollo
Il legno aumenta la stabilità in caso di eventi sismici in quanto più flessibile e leggero. La flessibilità è fondamentale. Avete mai visto un video di un terremoto in Giappone?
3) Poco comfort e temperature instabili
Le strutture sono tutt’altro che precarie in ottica di lungo periodo grazie all’uso di specifiche qualità di legno che è il materiale termoisolante per eccellenza (ma sugli isolanti torneremo nello specifico)
4) Abitazioni precarie
Lo sviluppo tecnologico del settore ha fatto sì che, sia dal punto di vista estetico che da quello della stabilità, non ci siano differenze tra le abitazioni, se non la sostenibilità futura e il tempo di costruzione (una casa in legno è per la vita, sempre se si vuole).

Sperando di aver risolto qualche luogo comune, ora, chi ha sempre simpatizzato per il secondo porcellino, sognando di abitare in una calda, sostenibile e sicura casa di legno può prendersi la sua rivincita!

Condividi questo contenuto! Arricchisci il tuo profilo social con informazioni professionali.